Giovedì, 16 Settembre 2021
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Dai precari senza aiuti a chi si reinventa insegnando hula-hoop, i lavoratori dello spettacolo in piazza

Alcune decine di lavoratori e lavoratrici dello spettacolo di Piacenza oggi hanno preso parte al presidio a Barriera Genova indetto per porre l’attenzione sulle difficoltà vissute dalla categoria, "congelata" dall’inizio dell’emergenza

Il presidio dei lavoratori e delle lavoratrici dello spettacolo

Daniela aveva aperto la partita Iva proprio lo scorso febbraio, James pochi mesi fa si è avviato alla professione di tecnico del suono ma al momento è fermo, Flambetta ha iniziato a dare lezioni di hula-hoop online per far fronte allo stop obbligato alle rivisitazioni storiche e agli spettacoli che da anni porta avanti con la sua compagnia. Sono alcuni dei lavoratori e delle lavoratrici dello spettacolo di Piacenza che nel pomeriggio di martedì 23 febbraio hanno preso parte al presidio indetto anche nella nostra città per porre l’attenzione sulle difficoltà vissute dalla categoria, "congelata" dall’inizio dell’emergenza sanitaria e chiedere alle istituzioni competenti misure urgenti.

Il presidio dei lavoratori dello spettacolo1-2

Un’iniziativa che ha riunito a Barriera Genova - sotto varie bandiere - alcune decine di lavoratori del settore con l’intento di far sentire la propria voce. «Con la pandemia le sorti si sono separate, chi aveva un posto fisso o un contratto di lavoro più continuativo ha potuto accedere ad alcuni sostegni, chi invece aveva contratti intermittenti, come noi, non ha avuto nulla» spiegano Mariarosaria e Letizia, da una decina di anni al lavoro come sarte per i teatri. «Questo è un lavoro già atipico e fragile, da precaria sei abituata a convivere con l’incertezza, ma ora siamo proprio arrivati al punto di non sapere cosa ci aspetta, farcela è una casualità e ci sono professionalità che si stanno perdendo». Problematiche che già affliggevano il comparto, come sottolinea Letizia: «La pandemia ha aperto il vaso di Pandora, il settore culturale si è rivelato una “non priorità” e noi chiediamo di trovare un modo per sistemare la situazione e ripartire, non solo per i lavoratori ma anche per la collettività».

Il presidio dei lavoratori dello spettacolo3-3

Per Daniela, 55 anni, quello di animatrice per eventi e compagnie teatrali del territorio era un secondo lavoro: «Lo portavo avanti nei fine settimana, era anche un modo per aumentare le entrate e poter sostenere i miei figli nello studio, ho aperto la partita Iva proprio a febbraio 2020, ma poi è saltato tutto. Quest’anno sono riuscita ad andare avanti grazie al mio lavoro di decoratrice, ma non manca solo l’aspetto economico, manca anche una passione». «Sono 16 anni che faccio questo lavoro, ho iniziato quando era ancora una studentessa - racconta Flambetta della compagnia Foco Loco di Grazzano Visconti, che dopo una laurea in Economia e marketing e un primo lavoro di ufficio, ha deciso di farne la sua attività fissa. «Facciamo rievocazioni storiche e poi eventi pubblici, eventi aziendali, più volte ci siamo esibiti anche in piazza Cavalli, lavoravamo tutto l’anno, l’ultimo spettacolo risale ormai a gennaio dello scorso anno». Come tanti altri nel corso degli ultimi mesi si è reinventata, proponendo online delle lezioni di hula-hoop, disciplina fitness di cui è istruttrice certificata. «Io chiedo solo che vengano regolamentati gli eventi così da poterli portare avanti - aggiunge - non voglio niente di regalato, mi basterebbe che chi mi ingaggiava prima potesse farlo anche ora, con tutte le misure di sicurezza necessarie. Come dico sempre, essendo sui trampoli siamo già a distanza di un metro».

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