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Le curiosità naturalistiche e antropiche segnalate in Alta Valnure e Valdaveto

Dopo i commenti dei lettori sugli articoli  “Groppo di Colla” e il “Laghetto di Sfondrò” , oggi riepiloghiamo i punti di vista sulla terza curiosità relativa al territorio di Ferriere: il supposto megalito di Cassimorenga:  https://www.ilpiacenza.it/attualita/megalito-montagna-ferriere. Il geologo prof. Giuseppe  Marchetti esaminando le immagini fotografiche tende ad escludere “un intervento antropico”, ossia messo in atto dall’uomo sull’ambiente naturale, con lo scopo di trasformarlo o adattarlo ad un suo disegno. La fantasia dell’illustratore d’eccellenza quale è Renato Vermi ha comunque immaginato la piana antistante alla Rocca dei Spiaggi, animata da un gruppo di progenitori dell’alta val Nure intento ai lavori sui quali il capo tribù invoca la benevolenza delle divinità davanti al megalito.

megalito Vermi-2

Un lettore ha poi rilevato la somiglianza con i “Posti telegrafici, a fuochi di luci e/o di posizione, presenziati  da un addetto, simile ad altri siti delle Alpi Liguri, scoperti a Dolceacqua, ma anche come luogo di culto o segna-strada tipico dei Liguri"

L’enigma rimane, osserva Sergio Bersani, autore della ipotesi Megalito. L’osservazione diretta in loco della cavità nel masso di maggiore dimensione, evidenzia una forma rotondeggiante con caratteristiche tali da poter essere stata modellata dalla mano dell’uomo con un rudimentale scalpello. Inoltre il blocco di dimensioni minori, poggia su una pietra calcarea il cui piano superiore appare modellato ad hoc e quindi anche questo elemento sembra difficilmente casuale. I massi accostati lasciano infatti una visuale verticale perfettamente orientata a 180° sul meridiano Nord/ Sud. Ogni giorno in occasione del mezzogiorno astronomico, l’entrata diretta dei raggi del sole è conciliabile con gli antichi rituali dei megaliti.

Bersani condivide l’ipotesi che i due massi, oltre alla funzione di culto possono aver avuto anche quella di segnavia. In epoca romana le are che onoravano le dee Demetra e Tellus erano anch’esse costituite da elementi in pietra circondate da un recinto sacro, il Claustrum, in continuità ai più antichi rituali. Con il Cristianesimo - conclude Bersani - le primitive grezze strutture di culto venivano sostituite da sacelli e piccole cappelle che fornivano indicazioni ai viandanti a dimostrazione che l’uomo ha sempre unito il sacro e il profano. Ancora oggi abbiamo ben presente la parola “Mistadel” che nel nostro vernacolo conserva la doppia funzione di sacello devozionale e di segnavia.

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