Le luci a Led “rovinano” le città? Il "Corriere" cita il caso di Piacenza

Riesplode la polemica in alcuni borghi caratteristici del Sud. Anche Piacenza nei mesi scorsi ha scelto di installare luci Led (con i lampioni senza vetri) in centro storico

i nuovi lampioni Led (senza vetri)

Il “Corriere della Sera” scrive del caso di Piacenza. Per quale motivo la nostra città viene tirata in ballo? L’accusa dalla quale deve difendersi è la sua illuminazione pubblica. «Può un’illuminazione «sbagliata» - scrive Marisa Fumagalli sul Corriere.it - tradire il fascino di un centro storico? Creare effetti visivi fuorvianti, imprimere un’atmosfera cimiteriale attorno a strade, palazzi, monumenti, chiese? Può. E non è cosa da poco considerando che i nostri tesori urbani, invidiati da tutto il mondo, debbano risplendere al meglio». Si parla, nell’articolo, di luci e impianti a “Led”.

Nel mirino dell’articolo alcuni borghi del Meridione che, a detta di molti (in particolare delle associazioni locali di "Italia Nostra"), sarebbero stati privati di una bella illuminazione, per lasciare spazio alla luce fredda dei Led, che portano sì risparmi energetici, ma non risaltano la bellezza di edifici e monumenti. E il Corriere cita, tra i comuni italiani che hanno visto “accendersi” la polemica sui Led, anche Piacenza. «Del resto – scrivere il Corriere - nel 2019, a Piacenza la locale sezione di Italia Nostra aveva già denunciato l’installazione della luce fredda evidenziando “l’oltraggio alla grande bellezza, proprio alla vigilia dell’anno in cui la nostra città comparteciperà con Parma, Capitale della Cultura 2020, ad una serie di eventi che daranno impulso al turismo”. Critiche portate avanti anche dall’avvocato Corrado Sforza Fogliani, presidente del comitato esecutivo della Banca di Piacenza e guida dei Liberali Piacentini, che aveva contestato la scelta dei lampioni a Led in centro storico, sprovvisti dei vetri.

La questione venne toccata anche in Consiglio comunale grazie a una interrogazione di Gloria Zanardi (all’epoca nel Gruppo Misto, oggi Marco Tassi-5consigliera di Fratelli d’Italia). «Voglio precisare – replicò lo scorso marzo l’assessore ai lavori pubblici Marco Tassi - che la riqualificazione dell’illuminazione nel centro storico è già stata avviata, perché riteniamo giusto permettere alle persone di vedere meglio le vie. Qualcuno, anzi, una minoranza, sostiene che si perde l’aspetto romantico dell’illuminazione. Si sappia che questi lampioni e lanterne a led sono così già in tutte le capitali europee. È più importante la sicurezza e avere una luce calda, gialla e non bianca, che si diffonda meglio nell’area da illuminare». E a chi dice che senza vetri le luci dei lampioni si deterioreranno più facilmente? «Le luci si diffondono maggiormente senza vetri, e voglio assicurare che non si rovineranno per la pioggia – disse Tassi -, non avranno problemi. I lampioni non si spegneranno, sono luci collaudate che valorizzeranno meglio i palazzi storici e i monumenti. Insomma, proiettiamo finalmente Piacenza nel ventunesimo secolo, come tutte le capitali europee. E gli esperti ci hanno dato ragione. Inoltre, c’è anche un risparmio di energia elettrica. Mi dicono di andare avanti ed è una soddisfazione sentire questo dai cittadini».

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