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Le piante per ricordare i tanti allievi tragicamente scomparsi

Il bosco della speranza al campus agro-alimentare "Raineri-Marcora"

Oltre sessanta nomi letti da Rosa Pagani ed Enrica Belli, ai quali i familiari, gli amici, allievi e docenti della scuola, hanno risposto: presente! Le struggenti note del “Silenzio” suonato con la tromba, i cori che ricordano il valore dell’amicizia, il volo dei colombi del professor Agostino Malchiodi, le note della chitarra che accompagnano il professor Ettore Baldini che ha cantato Wish You Were Here (vorrei che fossi qui) dei Pink Floyd. Tutti momenti di commovente intensità che hanno accompagnato la coinvolgente cerimonia che ogni anno si tiene in occasione di “Agricultura” nel “Bosco della speranza” collocato a fianco del frutteto della scuola.

In questa toccante e lacerante occasione, famiglie, studenti, ex studenti e docenti, si ritrovano per celebrare il ricordo di tanti allievi scomparsi, eppure sempre vivi nella mente e nel cuore di chi è rimasto. A tutti loro il saluto del vicepreside del Campus- agroalimentare Stefano Vantadori. 

Il Bosco, impiantato nel 2005 grazie alla sensibilità del professor Ulisse Ferrari, è costituito da piante appartenenti a generi diversi, tutte derivanti da seme e pertanto uniche e irripetibili, come ogni studente scomparso.

Il professor Ferrari aveva a suo tempo illustrato il significato e il valore del Bosco sostenendo che «i confini del Bosco rappresentano il perimetro di un’aula immaginaria; i filari di piante ricordano le file dei banchi; le piante identificano il gruppo degli studenti scomparsi, ritornati a scuola sotto altre sembianze.

Nessuna pianta porta alcun nome. Qualsiasi amico, parente o professore può riconoscere in qualunque albero uno dei tanti studenti. Questo perché il ricordo di una persona cara non svanisce mai, come l’emozione che si prova ogni volta che, in primavera, in una giornata di leggera brezza, cammini in quel boschetto a passo lento. Se pronunci, anche a voce bassa, i nomi degli studenti che non ci sono più, le orecchie della tua anima sentono sempre rispondere: presente!».

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