Mercoledì, 22 Settembre 2021
Attualità

Le vestigia farnesiane sempre in prima linea nel degrado della città

La segnalazione di Umberto Fava

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che Umberto Fava ha voluto scrivere al nostro giornalista Renato Passerini - da sempre cultore di tutto ciò che riguarda i Farnese e Piacenza - per denunciare la situazione di degrado che imperversa in alcune zone della città. 

Caro amico ti scrivo

... da un po' sento echeggiare - con l'insistenza di una chiamata ad una santa crociata - l'invito, anzi il grido "Puliamo Piacenza!". Questo invito per la verità era già echeggiato, addirittura come un ordine, se ricordi, nel 2019, fra le pagine del mio "Metti una notte..." e fra le ombre del pentastellato Castello del Pier Luigi Farnese:"...Pulire! Raccogliere le schifezze di carta, di vetro e di plastica che ci buttano fra i piedi come sputi". Si vede che non le hanno raccolte tutte allora, le schifezze, al tempo delle tue "Vestigia Farnesiane", quando andavi esplorando fra "luci e ombre della grande bellezza piacentina", tanto che bisogna, la grande pulizia, rifarla ora?

No, no, proprio no.

Allora pulirono, nel racconto che tu definisti fantastico (non perché fosse fantasticamente bello, ma perché qualcuno, non si sa mai, non lo prendesse per vero), pulirono quattro Pier Luigi di gran nome e di gran fatto, nel senso che quando fanno qualcosa lo fanno come si deve, mica alla carlona. Ramazza, guanti e bidoni. E olio di gomito. Ricordi? Ma quella era fantasia, mi dirai. Certo, però la fantasia è la madre di tutte le cose. Tanto che ora a Piacenza con meno fantasia ma con molto ritardo vogliono fare davvero quello che allora era solamente il sogno di una notte al Castello col Duca e la sua Ombra. Ma puliranno, mi dirai, anche alla colonna della Tagliata verso Porta San Lazzaro? Forse. Anche al Bastione Campagna? Può darsi. Anche a Porta Borghetto dov'è la nicchia della Madonna che possiamo chiamare senza che si offenda la Madonna del rudo? Chi lo sa.

Anche ai piedi delle mura del Castello farnesiano, dove fiorisce di tutto, fuorché le margherite? Speriamo... Cosa vuoi mai, caro Renato. Avevano i quattro Supergigi fantasticamente ma seriamente pulito e hanno semplicemente e realmente risporcato gli altri. Loro e gli altri possono essere l'allegoria di un ponte. Non del ponte dei sospiri, ma del ponte delle beffe. Il ponte umano, troppo umano, quasi diabolico. Insomma, il ponte del diavolo beffardo che unisce una cosa al suo contrario, quelli che tengono pulito ramazzando e non sporcando e quelli che insudiciano.

Ed ora? Ora questi altri vogliono ripulire. Bene. Lasciamoli fare, non guastiamo il loro gioco. Perché il divertimento consiste proprio in questo: pulire Piacenza (o il mondo intero) un giorno e continuare a sporcarlo per tutti gli altri 364 giorni dell'anno. Un momento: 365 se è bisestile.

Umberto Fava

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