Legambiente: «Salviamo il verde residuo del quartiere ex Unicem»

Legambiente: «Ci chiediamo se esiste ancora l’urbanistica a Piacenza, che preveda un disegno ordinato e funzionale della città, o se ne abbiamo fatto il funerale, seppellendola sotto una coltre di interessi privati, alla faccia del bene comune»

Da alcuni giorni gli abitanti del quartiere ex Unicem si interrogano sui lavori di sbancamento del terreno e degli alberi in un’estremità del rettangolo verde residuo al centro dell’abitato. «Un quartiere già molto costruito in maniera “eclettica” – interviene Legambiente - per usare un eufemismo. Dove palazzoni si alternano a villette, un asilo e un supermercato nuovo di zecca. Dove una fontana è stata interrata e dove i tigli del viale sono stati recentemente rimossi per essere – speriamo – sostituiti.  Non sappiamo chi abbia autorizzato la variante per la costruzione di altri palazzi o l’espansione degli stessi, perché non c’è alcun cartello esposto con le indicazioni dovute per legge. Non sappiamo se della vecchia o nuova amministrazione ma non è al momento importante. Ci chiediamo semplicemente se esista una visione di come vogliamo la città e se a differenza delle altre vogliamo davvero eliminare ogni scampolo di area verde, ridurre gli spazi di incontro e di relazione, se vogliamo continuamente privarci della bellezza degli alberi, del loro ossigeno, della loro protezione. Ci chiediamo se esiste ancora l’urbanistica a Piacenza, che preveda un disegno ordinato e funzionale della città, o se ne abbiamo fatto il funerale, seppellendola sotto una coltre di interessi privati, alla faccia del bene comune. Oltre a indignarci, oltre a reagire contro questo ennesimo scempio, pretendiamo che sia aperta una stagione partecipativa seria, in occasione della costruzione del nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale) e in occasione della discussione sugli accordi operativi che riguardano altre aree verdi strategiche per Piacenza, come gli orti di via Campesio e via Morigi.  I cittadini hanno diritto ad essere consultati, non solo in occasione delle scadenze elettorali, per esprimere come vorrebbero la propria città, che è anche la propria casa comune e che può essere fonte di benessere o di profondo disagio. Noi votiamo per la prima scelta». Per questi motivi, Legambiente ha organizzato un flash mob dedicato a questo «funerale dell’urbanistica», andato in scena lunedì 15 giugno nei pressi del circolo Anspi in via Macellari.

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