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«Lenita una ferita, il Klimt torna a casa e rappresenta il riscatto della città»

Da oggi il “Ritratto di Signora” di Gustav Klimt in una teca all’interno della galleria Ricci Oddi. La presentazione in streaming del ritorno dell’opera dopo il furto del 1997 e il ritrovamento del dicembre scorso

FOTO ANDREA TRONGONE

Il “Ritratto di Signora” di Gustav Klimt torna ufficialmente alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, dopo essere stato trafugato oltre 20 anni fa, nel 1997. La riesposizione nel Salone d’Onore della Galleria, realizzata con un progetto ad hoc necessario ad ospitare una teca di sicurezza, è stato svelato nel corso di una presentazione virtuale a distanza nella mattinata del 28 novembre. Sul canale Youtube della Galleria (accessibile dal sito www.riccioddi.it o direttamente al link https://www.youtube.com/channel/UC6KJ1pOpFDEHH7BlskEd1PA/live ) è possibile rivedere la presentazione.

A salutare il ritorno dell’opera a casa è stato il presidente della Galleria Massimo Ferrari. Sono intervenuti a distanza il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, mentre era presente l’assessore alla Cultura e paesaggio Regione Emilia Romagna Mauro Felicori, il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri, l’assessore alla Cultura, Turismo, Istruzione ed Europa del Comune di Piacenza Jonathan Papamarenghi e le curatrici del Progetto Klimt, Elena Pontiggia e Gabriella Belli alla presenza dei membri del consiglio di amministrazione della galleria.  

«Oggi, a quasi un anno dal suo ritrovamento, Ritratto di Signora torna finalmente in Galleria - dichiara Massimo Ferrari, presidente della Galleria Ricci Oddi -. A seguito della valutazione degli esperti che ne hanno confermato la corrispondenza con il quadro rubato nel 1997, il Consiglio d’Amministrazione ha lavorato con determinazione per ri-accogliere in Galleria l’opera nella prima data possibile dopo tutti i passaggi necessari a garantire la sicurezza e la futura visita a chi vorrà vederla. Il suo ritorno è prima di tutto un regalo per la città di Piacenza così provata dalla pandemia che sta colpendo il nostro Paese e il Mondo intero, ma ci permette di intraprendere questo percorso da noi ideato per rilanciare e valorizzare tutta la Galleria grazie a un programma scientifico biennale che coinvolgerà le Istituzioni locali e nazionali, insieme ad autorevoli studiosi di caratura internazionale».klimt ok 2020-2

Il rientro dell’opera rappresenta infatti l’avvio ufficiale di un programma scientifico biennale, promosso e ideato dal consiglio della galleria e curato da Elena Pontiggia, critica e storica dell’arte, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Brera e al Politecnico di Milano, che ne è anche la coordinatrice e Gabriella Belli, storica dell’arte italiana e direttrice della Fondazione Musei Civici di Venezia. Quattro tappe consequenziali che partono dal ritrovamento e la riesposizione del dipinto per affrontare il rapporto tra Klimt e gli artisti presenti in Galleria, fino al legame e alle influenze tra il pittore austriaco e l’Italia arrivando nell’ultima tappa “Klimt Intimo” all’approfondimento della stagione finale dell’artista. Il quadro è ospitato all’interno del Salone d’Onore in un allestimento nato dalla collaborazione con il Politecnico di Milano (Massimo Ferrari e Claudia Tinazzi con Annalucia D’Erchia)

«Sono onorata di coordinare in programma ambizioso e prestigioso che permetterà di dare la giusta attenzione a Ritratto di Signora, alla Galleria e al rapporto tra Klimt e il nostro Paese», commenta Elena Pontiggia, coordinatrice del progetto. «Mi sono occupata degli apparati critici che accompagneranno il ritorno in Galleria del dipinto e seguirò anche le fasi successive del programma, che è ancora in cantiere perché fin da subito con il presidente Ferrari è stato immaginato come un progetto graduale e collettivo permettendo di arricchirsi nel tempo con diverse collaborazioni dal territorio dall’Italia e dal mondo. Il progetto va considerato un lavoro di gruppo, in cui la galleria e la città di Piacenza (col suo museo, le sue opere, i suoi appassionati) non sono solo ospiti, ma protagonisti». Ritratto di Signora è un’opera ricca di misteri: oltre ad essere rimasta lontana dalla Galleria per più di vent’anni dal 1997 al 2019, è stata ritrovata lo scorso dicembre in un’intercapedine della Pinacoteca; il dipinto inoltre cela al di sotto del ritratto visibile un secondo dipinto dello stesso Klimt. Il quadro non è dipinto ma ridipinto e Klimt l’ha ripensato “per via di levare”. Nel 1996, grazie a una felice intuizione di una studentessa di scuola superiore, Claudia Maga - un’intuizione poi confermata dalle analisi scientifiche grazie alla determinazione dell’allora direttore della Galleria Stefano Fugazza - si è scoperto che sotto la superficie della pittura si nascondeva un altro ritratto - influenzato dalla ritrattistica impressionista e postimpressionista - che si credeva perduto. Intitolata Backfisch (“ragazzetta”, nel tedesco colloquiale), l’opera era stata esposta alla Grosse Kunstausstellung di Dresda del 1912 e pubblicata una sola volta, non nel catalogo della mostra, ma più tardi, nel maggio 1918 in una rivista d’arte austriaca. Come nei ritratti di Renoir o di Lautrec, la Ragazzetta era disegnata con precisione nel suo abbigliamento, dal largo cappello ovale al boa di piume avvolto intorno al collo, allo scialle. Quando tra il 1916 e il 1917 Klimt ritocca il quadro, elimina tutti quei particolari. La giovane vestita alla moda del 1912 si trasforma in una figura meno realistica: cappello e capigliatura lasciano posto a un’unica forma ovoidale, mentre la consistenza dei vestiti si scioglie, con veemenza espressionista, in un insieme di pennellate quasi informali.

La realizzazione di questa prima tappa è stata possibile grazie a Banca di Piacenza e Fondazione di Piacenza e Vigevano per la realizzazione della teca, Davide Groppi per il progetto di illuminazione e Banca Generali Private che ha permesso la realizzazione del primo video di avvicinamento all’opera di Ritratto di Signora ideato e prodotto da Studio Azzurro. Nel corso del collegamento Leonardo Sangiorgi socio fondatore di Studio Azzurro ha introdotto un breve video che verrà mostrato a conclusione degli interventi e i passi successivi. Un secondo video realizzato sempre da Studio Azzurro grazie al contributo di Team Memores Computer è infatti già in cantiere. Da Vienna è intervenuto anche Peter Weinhäupl della Klimt Foundation. Ritratto di Signora non è attualmente visibile al pubblico in ottemperanza alle disposizioni nazionali per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. La Galleria, infatti, riaprirà le sue porte, nella prima data possibile, sulle base di nuove indicazioni a livello nazionale.

Durante la presentazione l’assessore regionale Felicori ha sottolineato che questo evento – il ritorno del Klimt – «deve diventare il simbolo del riscatto piacentino». «Oggi si è finalmente lenita una ferita piacentina, questo è il riscatto della città, la rinascita di Piacenza. Ne abbiamo bisogno dopo questo 2020 particolare», ha aggiunto l’assessore comunale alla cultura Papamarenghi. «Piacenza si merita questa giornata, soprattutto per la grande opera di mecenatismo di Ricci Oddi», ha evidenziato anche la curatrice Pontiggia.

Klimt con Papamarenghi-2

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