Martedì, 16 Luglio 2024
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Lo sviluppo economico in Karamoja passa attraverso agricoltura e allevamento

In Cattolica si è svolta una conferenza stampa per presentare il nuovo progetto che partirà il prossimo 1 luglio 2018 in Karamoja (Uganda), dove l’organizzazione piacentina Africa Mission è presente dal 1972

C’è una regione, il Karamoja, in Uganda, grande come la Lombardia che su cui già dal 1985 Africa Mission sta attuando un progetto (pozzi d’acqua, dispensari) teso a migliorare le condizioni di vita di quelle popolazioni, ma soprattutto per sostenerne e promuovere lo sviluppo umano, realizzando interventi di emergenza. In particolare su questa regione era stato realizzato uno studio sul posto anche da alcuni docenti dell’Università Cattolica tra i quali il professore Bertoni «teso - sottolinea il docente -  a coglierne gli aspetti antropologici, agronomici ed all’attività di pastorizia, popolazioni che hanno bisogno non solo di tecnologia, sempre auspicabile, ma soprattutto di educazione tecnica e culturale che parta “dal basso”, rispettando le loro tradizioni, collaborando con loro e coinvolgendo la gente». In Cattolica si è svolta una conferenza stampa per presentare il nuovo progetto che partirà il prossimo 1 luglio 2018 in Karamoja (Uganda), dove l’Organizzazione piacentina Africa Mission è presente dal 1972. 

Il programma denominato “Nutrire di cibo e conoscenze le comunità dei distretti di Moroto e Napak” ha come capofila Africa Mission ed avrà durata triennale; è cofinanziato dal Governo Italiano attraverso l’Agenzia per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e coinvolge sia partner locali sia importanti partner italiani, tra i quali Medici con l’Africa Cuamm di Padova, storica ONG italiana tra le più importanti nell’ambito sanitario, presente in Uganda da sessant’anni, che realizzerà la componente sanitaria del progetto, e come consulenti la Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università Cattolica di Piacenza, Informatici senza Frontiere (ISF) e l’Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer. «Questi progetti - ha chiarito Marco Trevisan preside della facoltà - possono essere una risposta concreta ad alcune problematiche attuali: se davvero vogliamo che le popolazioni non migrino in massa, dobbiamo garantire loro cibo sano, sicuro e sufficiente, ma dobbiamo lavorare partendo dal basso, coinvolgendo la popolazione per operare un cambiamento che non stravolga però totalmente le loro abitudini e la loro cultura».

Una finalità pienamente condivisa da Bertoni secondo «non va sottovalutato l’aspetto culturale, perché è necessario che i cambiamenti, tecnologici e non, siano recepiti dalla popolazione, se si vuole che lo sviluppo sia sostenibile. Partire dall’agricoltura e poi passare all’allevamento, ricordando che queste popolazioni sono da sempre seminomadi». La collaborazione tra Africa Mission e l’Università Cattolica prenderà avvio con una prima missione ricognitiva che dal 16 al 26 luglio verrà effettuata dagli esperti designati dall’Università: Giuseppe Bertoni, Vincenzo Tabaglio e il dottorando Andrea Minardi, già coinvolto in altri progetti di tipo agrario in paesi in via di sviluppo «con progetti che si intendono sviluppare anche in Congo ed in India e che riguardano tutta la filiera della catena alimentare».

Carlo Ruspantini, direttore di Africa Mission ha ribadito che «in una regione povera come quella della Karamoja, l’intervento congiunto nell’ambito agro-zootecnico, seguito da AMCS, e in quello sanitario, seguito da Cuamm, rappresenta un importate servizio allo sviluppo delle regione e alla tutela della dignità delle persone. È un progetto complesso che, nei tre anni di durata, prevede un impegno finanziario totale di 1.477.001 euro, di cui 1.170.000 a carico dell’AICS e 307.001 a carico di AMCS e Cuamm. Obiettivi sono quelli di analizzare gli stati di sicurezza alimentare della regione e portare disponibilità di cibo nutriente, favorendo l’adozione di buone pratiche igienico-sanitarie, nutrizionali e agricole. Siamo particolarmente contenti di aver avviato questa nuova collaborazione con l’Università Cattolica per realizzare un progetto che si riallaccia ad una importate collaborazione realizzata nel lontano 1985».

La collaborazione con Cuamm e la presentazione di un nuovo progetto al Ministero degli esteri, rappresentano due grandi risultati per il movimento di Don Vittorione.  «In questo momento - conclude il direttore Ruspantini - cogliamo l’occasione per ringraziare anche la Banca di Piacenza che ha concesso ad Africa Mission la fidejussione necessaria all’ottenimento del cofinanziamento governativo e lanciare un appello a tutti coloro che fossero interessati a partecipare alla realizzazione di questo importante progetto che aiuterà 2.565 agricoltori karimojong a migliorare la capacità di trarre sostentamento e reddito dalla propria terra attraverso una donazione destinata a permetter la trasmissione di nuove conoscenze tecniche, la fornitura sementi e strumenti da lavoro (aratri e attrezzi agricoli) nonché animali da tiro e da cortile». «Un aiuto prezioso che - commenta Celestino Poggioli volontario di Africa Mission -  deve coinvolgere tutti in questo paese, con le scoperte minerarie, l’arrivo di nazioni come la Cina, stanno provocando un tracollo culturale, costringendoli ad adattarsi ad una modernità che non conoscono, un passaggio importante che va sostenuto soprattutto con un’educazione diretta delle popolazioni per conservare il loro humus sociale, mitigare le lotte tribali, realizzando un nuovo ruolo per le donne, migliorando le loro condizioni di vita».

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