Luciana Meles, ex “valchiria del football” con la passione per l’atletica e il judo

Una vita di allori sportivi (divisa tra più discipline) e d’impegno civico: la carriera di Luciana Meles. Che dà la scossa al sindaco Barbieri: «Ci sono ancora tre anni di mandato per darsi da fare a favore dello sport»

Luciana Meles in versione atleta

Luciana Meles è certamente personaggio piacentino tra i più noti per attività sportiva e per impegno civico-sociale. Avendo indossato la maglia azzurra in tre discipline diverse (calcio, judo e atletica), nel 1969 aveva vinto il premio Giornalisti Italiani “La ragazza più sportiva d’Italia”. Il caso me l’ha fatta incontrare in questi giorni festivi di fine aprile, a Varazze, all’Hotel Torretti, i cui eleganti ambienti dal Gabbiani calcio femminile-2gradevole tocco di atmosfera d’altri tempi hanno propiziato una conversazione-intervista su passato e presente di questa grande atleta.

- Il 6 aprile 1969 il quotidiano di Torino “La Stampa” aveva titolato in una pagina sportiva “Luciana Meles di Piacenza contesa tra molti sport”.

In effetti in quel titolo mi ci trovo; ho iniziato l'attività atletica nel 1965 praticando il getto del peso e il lancio del giavellotto; in quest'ultima specialità nel 1968 ho vinto i campionati italiani Libertas a Reggio Calabria, con la misura di 35,64 m., migliorata nel 1969 quando ho raggiunto 36,53.  Nello stesso anno ho stabilito il record provinciale Under 17 nella disciplina del peso (11,05 m.). La prestazione mi ha aperto l’ingresso in Nazionale contro la Jugoslavia, dove ho stabilito il mio miglior risultato gettando il peso a 12,35 metri. Dal 1966, ho praticato anche Judo con la Samurai Piacenza con discreti risultati: seconda nei campionati nazionali juniores del 1969 e nel febbraio 1970: a Torino ho ottenuto il titolo di campionessa italiana juniores e speranze. Nel mio curriculum, anche la vittoria negli  “Assoluti” a Roma  e il grado di cintura nera.

- Pur avendo alle spalle questi allori, sempre lo storico quotidiano di Torino nell’edizione pomeridiana del 16 luglio 1969 ti indicava tra “le valchirie del football”...

In realtà la mia attività sportiva, iniziata nel 1966, si era svolta in contemporanea sulle pedane del Judo, sulle piste rosse e sui tappeti Luciana Meles-2erbosi; dopo alcuni anni avevo preferito questi ultimi perché mi consentivano l’auto-sostentamento. La mia prima squadra è stata la femminile della Pro Loco Travo, divenuta nel 1969 Piacenza Associazione Calcio Femminile e poi Brevetti Gabbiani Podenzano. Con questa squadra, dove avevo il ruolo di capitano, vincemmo lo scudetto nel 1971; due anni dopo lasciai la formazione perché, assieme a mia sorella Tiziana ingaggiate dalla Lubiam Lazio, con la quale, nel 1977, abbiamo conquistato la Coppa Italia. Ho avuto anche la soddisfazione di far parte della Nazionale di calcio femminile il 23 febbraio 1968, nella partita disputata a Viareggio contro la Cecoslovacchia; sono stata poi convocata anche per la Coppa Europa del 1969, scendendo in campo nella finale vinta per 3-1 sulla Danimarca. Nella squadra nazionale ho sommando 13 presenze.  Gli ultimi anni da calciatrice li ho fatti a Bergamo, nella formazione vincitrice del campionato di Serie B 1980, prima di far ritorno per un'ultima stagione a Piacenza. Qui ho terminato l'attività agonistica nel 1981, per poi specializzarmi in massofisioterapia e aprire un ambulatorio di fisioterapia con annessa palestra, iniziando così un’attività professionale. Del periodo sportivo mi piace ricordare che nel 1978, sono stata tra le promotrici del sindacato di categoria delle calciatrici.

- Poi l’innamoramento per la politica…

Direi per la politica sociale, era stato il sindaco Benaglia nei primi anni Novanta del secolo scorso a propormi di collaborare con la giunta comunale per alcuni programmi di attività sportive, poi mi ero lasciata convincere a far parte in più tornate elettorali in liste civiche: più per IMG_1501-2-2sostenere i candidati sindaci che per una effettiva volontà di partecipazione diretta. Però nel 2007 ero stata eletta nel Consiglio del Quartiere 3 e ne sono diventata presidente con i voti dell’Ulivo, anziché essere votata dal centro destra, schieramento al quale la lista civica che mi aveva candidata era affine. Alla fine ritengo che il mio mandato sia stato positivo per la cittadinanza, nonostante che parte dei consiglieri (sette di destra e sette di sinistra), tendessero a privilegiare interessi di partito più di quelli della comunità.

- Nelle ultime elezioni amministrative sei stata comunque di nuovo in campo nella lista civica “Prima Piacenza” a sostegno del centro destra che ha determinato l’elezione di Patrizia Barbieri …

Anche qui ho inteso la mia partecipazione come candidatura di servizio nella speranza di poter poi portare la politica a considerare lo sport strumento educativo molto importante per i nostri giovani. Osservo con rammarico che anche Patrizia, come i precedenti sindaci, sino ad ora non ha fatto gran che a favore di questo settore a me tanto caro. Ci sono ancora tre anni di mandato, chissà!

- Tra i tanti riconoscimenti che hanno accompagnato la tua carriera quale, ti sta più a cuore?

La medaglia d’argento che mi è stata conferita nel 1968 per essermi tuffata nelle acque del Trebbia, portando a riva una bambina in IMG_1499-2-3evidente difficoltà e dopo aver praticato la respirazione artificiale l’ho restituita all’affetto dei genitori. Sono anche onorata della nomina a Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana avuta il 2 giugno1992 per meriti sportivi.

Luciana Meles ha trasferito la sua appassionata dedizione allo sport nel libro in due volumi “Atleti azzurri piacentini”; il primo raccoglie testimonianze di protagonisti che hanno gareggiato nelle formazioni nazionali delle diverse federazioni sportive dal 1925 al 1988 e il secondo dal 1988 al 1996.  I frequentatori del Centro polisportivo Franzanti – Palasport, di Largo Anguissola, sono accolti da un significativo monumento inaugurato il 31 maggio 1997 con la benedizione di Papa Giovanni II, che raffigura due tedofori, uomo e donna, che portano la fiamma olimpica. L’opera d’arte firmata dalla scultrice Silvia Perotti è stata ideata e donata da Luciana Meles - con il contributo di enti e aziende piacentine - come testimonianza di amore verso lo sport e la sua città. Incisa su una lastra del monumento anche la dedica di Luciana alla madre “A lei e per lei grandissimo dono indelebile della mia vita”.

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