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Moschea, Buona Destra: «Condanniamo la cattiva destra di Piacenza che avvelena il clima del dialogo»

La nota del comitato piacentino: «Assistiamo a una continua escalation nei toni e nelle intimidazioni alla comunità e a chiunque si opponga all’odio identitario che personifica la destra sovranista»

(Repertorio)

«La Buona Destra condanna con fermezza la cattiva destra che a Piacenza e nel Paese persiste a avvelenare i pozzi della convivenza, del dialogo, del vivere civile e richiama tutti al dovere della pace sociale, del rispetto della Legge e della Costituzione». Così, in una nota, il comitato di Piacenza di Buona Destra interviene sulla vicenda della moschea piacentina.

«La Buona Destra di Piacenza - si legge nella nota - ha espresso una posizione iniziale sulla Moschea della Comunità islamica della città, che era basata su considerazioni di buon senso, rispetto, concordia, libertà. Abbiamo dovuto ribadire princìpi, pur ovvii, dichiarati nella nostra Costituzione e che fondano la Repubblica, perché palesemente non condivisi da alcuni. Eppure una recente ricerca della Fondazione Iniziative e Studi sulla Multietnicità stima in 2 milioni e mezzo la popolazione musulmana residente in Italia, pari al 4% del totale. Il 43% ha cittadinanza italiana. I loro figli vanno a scuola e giocano con i nostri; sono vicini di casa, colleghi che lavorano nelle nostre fabbriche e nei nostri campi. Pagano le stesse tasse che paghiamo noi.Ci siamo poi taciuti, sperando che si risolvesse tutto in chiasso populista a fini elettorali, senza conseguenze reali per i deboli in questa vicenda, la minoranza musulmana, che avrebbe finalmente avuto uno spazio conforme alle proprie esigenze e alle normative vigenti».

«Assistiamo invece a una continua escalation nei toni e nelle intimidazioni alla comunità e a chiunque si opponga all’odio identitario che personifica la destra sovranista. Si è addirittura arrivati al ludibrio in piazza di dirigenti pubblici nella contestazione del proprio operato e dell’autonomia della propria funzione amministrativa. Non hanno suggerito più moderazione nemmeno gli incontri nei giorni scorsi fra il vescovo Adriano Cevolotto e i rappresentanti della comunità islamica, nel solco di un confronto interconfessionale e nello spirito del viaggio apostolico di Papa Francesco in Iraq che ha affermato "la sfida per il mondo è la fraternità"». 
«Incontri che hanno prodotto un comunicato congiunto tra Diocesi piacentina e Comunità islamica, nel quale monsignor Cevolotto afferma di aver accolto con soddisfazione la notizia della conclusione dell’iter per il riconoscimento del Centro islamico come moschea: "E’ importante che chi giunge in Italia e appartiene ad altre religioni – ribadisce il Vescovo – sia accolto nella sua integrità, non solo come forza lavoro, ma anche in virtù della propria identità religiosa". La notizia secondo cui alcuni membri del consiglio comunale sarebbero stati “commissariati” inquieta».

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