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Moschea, Opizzi chiede un sopralluogo e più controlli degli uffici sulla pratica

«Segnalazioni contrastanti»: mossa a sorpresa dell’assessore che vuole vederci chiaro e chiede un approfondimento al dirigente all’urbanistica e agli uffici

Aver incassato la fiducia del sindaco Patrizia Barbieri e - anche se più sfumato - dalle forze politiche del centrodestra, non sono probabilmente bastate all’assessore all’urbanistica Erika Opizzi. Le reazioni a caldo da parte di molti esponenti della Lega volte ad individuare una sua responsabilità per la questione moschea, hanno lasciato il segno. Ed ecco che, un po’ spiazzando tutti, l’assessore (in quota Fratelli d’Italia) è passata al contrattacco. Non si è accontentata di attendere la relazione degli uffici, ma con una lettera al dirigente del settore urbanistica ed edilizia, contestando formalmente parte della documentazione presentata dai richiedenti il cambio di destinazione d’uso, ha messo in moto un meccanismo di controlli a tappeto da parte degli uffici.

L’assessore chiede agli uffici di effettuare i dovuti controlli sia rispetto alle dichiarazioni contenute nei documenti depositati, sia uno specifico sopralluogo sull’immobile di Via Caorsana 43/a. Un’iniziativa, quella di Opizzi, con l’obiettivo di consentire quei controlli non solo generici cui vengono sottoposte per legge le pratiche che non risultano sorteggiate a campione. Non solo, ma l’assessore all’urbanistica chiede anche che le venga messa a disposizione tutta la documentazione, risalente anche a dieci e più anni fa, che interessa la pratica. Guardandosi bene dal pronunciare la parola “moschea”, ma quella più tecnica ed estensiva di “luogo di culto”, l’assessore Opizzi allega alla lettera inviata al dirigente Rossi una «nota riservata» con alcune contestazioni, frutto di un suo esame della documentazione svolto di sua «esclusiva iniziativa», nella giornata di giovedì. Una precisazione che sembra far apparire tardiva la richiesta di verifiche formulata dai partiti del centrodestra, ma tesa probabilmente a dimostrare che la situazione si deve affrontare la con atti formali e concreti e non con interventi a mezzo stampa.

La sua lettera al dirigente dell’ufficio urbanistica, un po’ imprevista, spiazza tutti. Del resto, già nel primo pomeriggio di lunedì 22 marzo, veniva trasmesso il comunicato con cui l’assessore all’urbanistica rendeva pubblica, la lettera inviata al dirigente Rossi in tarda mattinata. E qui, dicono i bene informati di Palazzo Mercanti, poco prima della seduta consiliare sul bilancio, si apre una partita politica tutta all’interno della maggioranza: se gli uffici comunali, dopo le verifiche richieste, dovessero intervenire in autotutela, sospendendo gli effetti dell’autorizzazione al cambio di destinazione d’uso, sarà per effetto dell’intervento dell’assessore. Diversamente non si potrà altro che prendere atto che la decisione assunta a suo tempo dal centrosinistra sulla destinazione urbanistica dell’area di via Caorsana ha determinato un effetto immodificabile, e cioè quello di attribuire allo stesso la qualifica di luogo di culto.

LA LETTERA DELL’ASSESSORE OPIZZI AL DIRIGENTE ROSSI

Buongiorno Arch. Enrico Rossi,

avendo appreso dalla stampa locale - la qual cosa evito di commentare - dell’avvenuta definitività della Scea relativa all'immobile ubicato in Piacenza, in Via Caorsana 43/A, ho di mia esclusiva iniziativa esaminato, per quanto possibile, nella giornata di giovedì 18 marzo 2021 detta Segnalazione, unitamente alle Scia del 21 maggio 2019, protocollo n. 1074, e dell’11 marzo 2020, protocollo n. 601.

Essendo Lei assente per ferie, il giorno 19 marzo 2021 ho chiesto la partecipazione, ad una conferenza stampa da me indetta, del Segretario Generale del Comune di Piacenza, Dr. Carbonara, affinché chiarisse le procedure tecniche che caratterizzano Scia e Scea.

Ciò detto, Le comunico che dall'esame sommario compiuto, limitato ad alcuni aspetti di ordine giuridico-amministrativo, ho appurato che alcune attestazioni rese nelle summenzionate “Segnalazioni” risultano contrastanti.

Risultandomi che dette “Segnalazioni” non figurano tra quelle sorteggiate e da sottoporre quindi, secondo normativa, da parte dei competenti uffici comunali a verifica, ritengo che i fatti da me esposti nella “nota riservata” qui allegata (che come tale pone in capo a Lei l’obbligo di impedirne un’illegittima diffusione, e ciò nell'interesse unico dell’Ente) giustifichino ampiamente l’attivazione di una esaustiva verifica di tutte le fasi in cui il procedimento si è articolato, dal suo inizio fino alla presentazione della sopra citata Scea, verifica da esperire non solo per tabulas ma anche attraverso un sopralluogo all'interno del complesso immobiliare più sopra indicato.

Con la presente chiedo, altresì, che per le ragioni del mio incarico e con la massima urgenza sia messa anche a mia disposizione tutta la documentazione in atti nel Comune di Piacenza riguardante il complesso immobiliare che qui interessa.

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