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(repertorio)

(repertorio)

«Nessuna "movida", colpevoli solo di aver protratto l'incontro per ricordare l'amico scomparso»

Multa per violazione delle normi anti-Covid a 13 persone, la lettera e l'appello di un amico: «Chiedo un gesto di comprensione verso questi giovani, in un momento in cui si stanno sentendo dannatamente soli»

«Nessuna "movida", colpevoli solo di aver protratto l'incontro per ricordare l'amico scomparso». Una lettera di commento all'episodio avvenuto a Piacenza il 24 marzo scorso, dove 13 persone sono state multate per violazione delle disposizioni anti-Covid. A scrivere è Mattia Stocchi, un amico dei ragazzi sanzionati, che lancia anche un appello a sindaco e prefetto di Piacenza: «Chiedo un gesto di comprensione verso questi giovani, in un momento in cui si stanno sentendo dannatamente soli». 

La lettera - «Scrivo questa lettera in quanto persona presente alla "Movida" accaduta mercoledì 24 marzo in Via Poggi, dove 13 persone sono state multate per assembramento. Vorrei esporre il mio parere e allo stesso tempo fare un appello. Questo appello è diretto all'amministrazione locale e al prefetto della nostra città, è una richiesta di clemenza e di comprensione, in un momento delicato per la nostra società e cultura. È un periodo triste e difficile per tutti, ma a mio avviso particolarmente per il gruppo di ragazzi di cui parlerò, costretti a subire, oltre al comune disagio, la perdita prematura di due amici, nel giro di pochi mesi. Scrivo questa lettera in merito agli avvenimenti accaduti mercoledì 24 Marzo 2021, in via Poggi, in quanto 13 persone sono state multate per "assembramento", definito da alcune testate giornalistiche "movida". Purtroppo nei fatti non si trattava di nessuna delle due cose, bensì di un ultimo saluto a un amico di cui era stato celebrato il funerale pochi minuti prima in Via Campagna e l'inumazione presso il cimitero di Mucinasso. Nei dintorni di via Poggi si trovano le residenze di molti dei suoi amici, ed è stato utilizzato il cortile dirimpetto al bar "Pick Up" come ritrovo per chi tornava dal funerale e chi dal cimitero. Personalmente ho assistito alla funzione stando fuori dalla chiesa con numerosi altri coetanei e non. Non sono potuto andare al cimitero quindi ho aspettato nel sopraindicato cortile un'amica per darle i soldi della corona di fiori fatta da tutti i suoi amici. Molte persone erano nella mia stessa situazione. Ricordo di essere andato a prendere le sigarette con la mia ragazza, quando al ritorno ho visto due macchine dei carabinieri, una camionetta e una moto della polizia municipale, una della guardia di finanza (in definitiva era più numeroso l'"assembramento" delle forze dell'ordine rispetto a quello dei miei amici) che chiedevano documenti a tutti. Ho provveduto a dare i soldi alla mia amica e credendo si trattasse solo di un controllo, mi sono diretto a casa senza preoccupazioni. La sera stessa scopro che quasi tutti hanno preso 400 euro di multa per assembramento. Non voglio commentare le azioni di denuncia dei residenti o l'operato delle forze dell'ordine: è una situazione delicata, è facile farsi prendere da eccessivo zelo e spesso le varie ordinanze hanno zone d'ombra in cui l'interpretazione purtroppo gioca un ruolo decisivo. Voglio specificare che non c'erano 50 persone, ma poco più di 10, in un luogo pubblico e arieggiato, tutti con la mascherina, abbiamo consumato asportando le bevande dal bar e non stando vicino ad esso per non "essere nei piedi" a nessuno, stavamo aspettando chi tornava dal cimitero per un ultimo saluto prima di tornare alle nostre case. Se è comprensibile il comportamento di chi ha chiamato e chi ha multato, a mio avviso queste multe sono però immorali, poiché si vedono quotidianamente assembramenti molto più numerosi, in negozi o supermercati ossia luoghi chiusi, davanti a locali dove le distanze di sicurezza non sono quasi mai rispettate, a volte con persone che nemmeno indossano la mascherina. Questa situazione vede invece poche persone, all'aperto, munite di mascherina, salutare un caro amico, tre mesi dopo la perdita di un altro caro amico. Non possiamo negare persino il conforto alla famiglia e agli amici più stretti, nemmeno per pochi minuti e all'aperto, nemmeno con i dispositivi di protezione indossati. Chiedo quindi al nostro sindaco Patrizia Barbieri e al prefetto Daniela Lupo un gesto di comprensione verso questi giovani, in un momento in cui proprio giovani e i giovanissimi stanno sentendosi dannatamente soli, per evitare di dare ulteriore sconforto e sensazione di impotenza verso una società che freddamente dice loro di non vedersi più, nemmeno all'aperto, nemmeno con la mascherina, nemmeno quando un loro grande amico viene a mancare. Lo troverei profondamente ingiusto. Se questa richiesta fosse giudicata sconsiderata o nel torto, prego allora l'amministrazione di recapitare anche a me la multa, poiché sono colpevole di essere andato al funerale e aver seguito le persone fino al quartiere del mio amico scomparso. Merito quindi la multa per assembramento».

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