Mura e Castello farnesiano: il generale Oddo ne illustra storia e architettura militare

La storia delle mura farnesiane e le vicissitudini del Castello di Pier Luigi Farnese hanno interessato i soci del Circolo Maria Luigia

Il gruppo

La storia delle mura farnesiane e le vicissitudini remote e recenti delle loro vestigia, in particolare del Castello di Pier Luigi Farnese - argomenti ben noti ai nostri lettori per i numerosi articoli e servizi pubblicati poi confluiti nel libro che evidenzia luci e ombre - hanno interessato i soci del Circolo Maria Luigia che hanno avuto l’opportunità di un’illustrazione da parte del generale Giuseppe Oddo e successivamente, grazie alla disponibilità del direttore dello Stabilimento militare generale Sergio Santamaria rappresentato dal maggiore Antonio Boemio, di una visita diretta ai bastioni e alla cortina muraria celati all’interno del Polo di Mantenimento Pesante Nord.

Il generale Oddo ha evidenziato come l’assedio di Piacenza del 1447 e la successiva presa della città per opera di Francesco Sforza, comandante delle truppe milanesi, aveva indotto Papa Clemente VII a ordinare la costruzione della cinta muraria rinascimentale che conosciamo, affidandone la progettazione ad Antonio da Sangallo il Giovane, uno dei migliori architetti militari dell’epoca.

Le nuove mura, sviluppate su 6500 metri, costruite nel periodo 1525 – 1545, basse, spesse, terrapienate con speroni tuttora visibili in via Tramello che ne rinforzavano la struttura, costituivano un’arma difensiva più che efficace contro il potere offensivo delle artiglierie dell’epoca. Il tiro delle armi difensive da piombante, con il posizionamento razionale delle artiglierie, diventava cooperante e fiancheggiante. Nove bastioni, cinque porte e undici cavalieri, sapientemente posti nei punti più importanti della città, costituivano un valido completamento della cinta muraria.

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Pierluigi Farnese decise la costruzione denominata Castello, nella parte sud occidentale di Piacenza con il compito principale di “dominio”, cioè orientata per dominare e reprimere rivolte che si potevano sviluppare in città. La costruzione del “Castello”, progettato su un perimetro di 1500 metri,vide l’inizio nel maggio del 1547. Fu interrotta il 10 settembre dello stesso anno a causa della congiura dei nobili piacentini che portò all’uccisione del duca. I lavori del Castello ripresero poi ad opera dei nuovi occupanti la città fino ad essere completati dai conquistatori spagnoli.

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