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Eccellenze piacentine / Villanova sull'Arda

Natale a Palazzo Costa-Picasso, cuore sociale di Soarza

Dopo il restauro della famiglia Pisaroni, è diventato centro culturale polivalente a disposizione dei cittadini

Dal 1600 Palazzo Costa-Picasso è il cuore della piccola, ma vivace frazione di Soarza di Villanova, nel cuore delle terre verdiane, quella che il poeta dialettale Mirco Maffini definì “più che un paese, un’idea”, ovvero una ridda di sensazioni che diventano poesia. Maffini aveva saputo cogliere, nelle sue poesie dialettali, quelle radici contadine, il grande fiume e la circostante campagna. Oggi questi luoghi della Bassa sono rinati e sono stati valorizzati grazie all’indefesso lavoro, supportato da una lungimirante visione imprenditoriale, della famiglia Pisaroni che ha saputo valorizzare le produzioni tipiche di queste terre.

L’attività di trasformazione è stata avviata nel 2006 attraverso la realizzazione di un piccolo laboratorio artigianale all’interno della cascina “Pizzavacca” che negli anni si è trasformato in un moderno laboratorio dove si trasformano verdure e frutta coltivate in campo in salse di verdura e sottoli, confetture e nettari di frutta. Questa attività è stata una scelta vincente, al punto che in pochi anni il successo riscosso ha consentito di trasferire e ampliare il laboratorio, riqualificando le vecchie stalle, dove fino agli anni Ottanta si allevava il bestiame e di installare l’impianto fotovoltaico, che oggi alimenta molti dei nuovi processi di lavorazione.

L’alta qualità dei prodotti targati Pisaroni ne ha sancito un costante successo sui mercati italiani ed esteri e oggi questa famiglia profondamente radicata da generazioni nel tessuto sociale del suo territorio ha restituito, dopo un radicale restauro, l’antico Palazzo Costa-Picasso alla sua comunità che è divenuto dalla sua inaugurazione in giugno, non solo una location dei prodotti della Casina Pizzavacca, ma altresì un centro culturale polivalente a disposizione dei propri concittadini.

Così in occasione dell’imminente Natale già sono iniziate le manifestazioni al suo interno. Venerdì con una gara di briscola (una vecchia diceria afferma che questo gioco sia nato proprio nella frazione) e degustazioni in osteria, tornata, dopo il restauro, il cuore aggregante della frazione, dove operano alcuni degli stessi dipendenti che, con gli altri, formano lo staff produttivo dei prodotti a km zero della Cascina Pizzavacca, ovvero giardiniere, sottoli, salse a base di pomodoro, creme e salse di verdura, nettari di frutta e confetture, realizzate con le materie prime coltivate in azienda e poi subito trasformate.

Sabato e domenica era possibile accedere al “villaggio di Natale” dove si poteva acquistare sia strenne natalizie sia singoli prodotti di produzione della Cascina Pizzavacca o del territorio, dai salumi Dop, ai vini Doc al grana padano Dop dello “Stallone” di Villanova al Cacio del Po dei fratelli Palormi di Monticelli. Per i più piccoli presente Babbo Natale con i suoi elfi pronto a proporre alcune piccole attività d’intrattenimento. A pieno ritmo l’osteria, oltre che per le cene, per piccole degustazioni e aperitivi, il tutto accompagnato da sottofondo musicale con il gruppo “Asteria”. Eventi organizzati con la regia di Andrea Baldini di Bewonder.

«Ora Palazzo Costa-Picasso - ha spiegato Emanuele Pisaroni, che è anche presidente del Consorzio Piacenza Alimentare - c’è anche un agriturismo dove i migliori locali della zona possono far conoscere, a turno, le proprie specialità nel corso di specifici eventi, così i caseifici e produttori della Bassa piacentina. Inoltre si sono alloggi, uffici ed una reception polifunzionale, un Museo per la storia del paese che sarà ubicato all’ultimo piano sia per i suoi concittadini più illustri, ma anche dei suoi personaggi più popolari, a partire dalle testimonianze delle famiglie genovesi, prima Costa poi Picasso Ratto, proprietarie del feudo. Ed un grande parco che ospita eventi musicali e manifestazioni nei mesi primaverili ed estivi».

La storia di questo palazzo prende il via durante il Seicento con il feudo di Soarza e Brancere (località che oggi si trova in sponda sinistra del Po a seguito di una delle tante deviazioni del fiume) e Cignano, di proprietà della famiglia genovese Costa. Il feudo di Soarza si rafforzò e sviluppò negli anni e la maggior parte delle cascine e poderi furono realizzati ed ammodernati tra l’Ottocento e il Novecento ad opera dei nuovi proprietari genovesi Picasso Ratto. Numerose sono a Soarza le tracce dell'opera della Contessa Luisa Picasso proprietaria terriera e benefattrice del paese: lungo la via a lei dedicata si trova la chiesa in stile neogotico San Giovanni Battista del 1928 e l'asilo del 1915 e la Villa Costa che appunto era la residenza minore della famiglia. Con il restauro completato grazie alla famiglia Pisaroni è tornato ad essere il centro sociale di vita della piccola frazione dove tutto parla ancora del Maestro Verdi e che continua ad attirare visitatori da tutte le province grazie anche agli straordinari prodotti del suo territorio.

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