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Martedì, 18 Gennaio 2022

Nel 2021 quindici nuovi casi di Hiv a Piacenza, Ausl: «Non abbassiamo la guardia»

Al via la campagna di sensibilizzazione dell'Ausl di Piacenza: test gratuiti per tutti cinque giorni alla settimana. I medici: «Se l'infezione viene individuata in tempo, si può ben gestire la malattia, grazie alle potenti ed efficaci terapie disponibili»

In occasione della giornata mondiale, dai professionisti delle Malattie infettive dell'ospedale di Piacenza arriva un messaggio chiaro e forte alla comunità: non si può abbassare la guardia su quella che è stata un'epidemia per molti anni e che oggi è una patologia ben lontana dall'essere debellata. Dopo 3 anni (con un picco nel 2018) di calo di nuove infezioni, nel 2021 (i dati sono aggiornati a ottobre) sono stati riscontrati 15 nuovi casi di infezione da HIV (+2 rispetto al 2020), ovvero più di un caso al mese. Si ritiene che l'epidemia di Sars-cov 2 abbia ridotto l'accesso ai test (quest'anno, per la seconda volta dopo 10 anni, non è stato organizzato un TEST DAY con campagna informativa a causa delle limitazioni dovute alla pandemia) con il rischio di trovare in futuro pazienti con infezione da HIV già in fase avanzata di malattia. A Piacenza i pazienti che accedono almeno una volta all'anno al reparto di Malattie Infettive sono oltre 700: il 90% è in terapia antiretrovirale, mentre 120 hanno già una diagnosi di Aids. Di virus dell'immunodeficienza umana si muore ancora, anche se in misura nettamente minore rispetto al passato grazie ai nuovi farmaci di ultima generazione. Nel 2020 sono morte solo 10 persone con infezione da HIV, una sola per problematiche legate all'Aids (un paziente con molteplici infezioni in atto, giunto tardissimo alla diagnosi). L'identikit di chi contrae l'infezione è mutato rispetto al passato: rarissime le infezioni fra i tossicodipendenti, oltre il 90 per cento delle infezioni sono infatti acquisite per via sessuale, senza escludere donne e persone di età superiore ai 60 anni. Anche quest'anno quasi il 50% (7 su 15) delle infezioni sono giunte alla diagnosi con un sistema immunitario compromesso, segno di infezione presente da anni e diagnosticata tardivamente, 3 già in Aids conclamato (un aumento rispetto all'unica dell'anno precedente). Nessuno può quindi sentirsi al sicuro; il concetto di categorie a rischio deve essere abbandonato. Si deve prestare attenzione ai comportamenti a rischio. Il virus si diffonde attraverso la via sessuale: il problema riguarda quindi tutta la popolazione sessualmente attiva, soprattutto ora che l'attività inizia prima e termina più tardi.

Su 15 nuove diagnosi, la trasmissione è attribuibile a contagio sessuale in 14 casi: si contano 11 maschi e 4 femmine, età compresa fra i 24 e gli 80 anni. Tutte le fasce di età sono potenzialmente a rischio di essere colpite dal virus dell'HIV: in Malattie Infettive il più giovane sieropositivo seguito ha 20 anni, il più anziano 86. La raccomandazione valida per tutti non può che essere di condurre una vita sessuale responsabile, adottando le giuste precauzioni per impedire la trasmissione. Cosa fare in caso di dubbio? "Eseguire il test - insistono i nostri medici: se l'infezione viene individuata in tempo, si può ben gestire la malattia, grazie alle potenti ed efficaci terapie disponibili". Oggi l'aspettativa di vita di una persona che scopre di avere l'HIV precocemente con un sistema immunitario non compromesso è pari a quella di un soggetto che non ha l'infezione. Si segnala infine che, in 18 mesi di epidemia da Sars-cov 2, circa il 30% dei pazienti ha passato l'infezione (prima che iniziassero le vaccinazioni sono state eseguite indagini sierologiche di routine): il 90% di questi in maniera asintomatica o paucisintomatica; 2 i decessi di soggetti con gravi patologie di base non correlate all'HIV. Ancora oggi, a 40 anni dall'inizio dell'epidemia (primi casi a giugno 1981, negli Stati Uniti), l'Aids resta un problema di salute pubblica. Pur in presenza di terapie efficaci senza effetti collaterali che tengono sotto controllo l'infezione e impediscono la trasmissione del virus, la scarsa diffusione del test comporta ancora il riscontro di Aids presente (contemporanea diagnosi di HIV e Aids) di difficile trattamento.

TEST HIV L'accesso all'ambulatorio delle Malattie Infettive al piano terra dell'edificio 9, per eseguire il test HIV avviene nei seguenti orari e giorni: dal lunedi al venerdi, dalle ore 9.30 alle 15.30. L'accesso al test con queste modalità è libero e gratuito

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