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Thomas Trenchi è il secondo da sinistra, insieme a Francesco Rolleri (pres. Confindustria), il sindaco Barbieri e l'assessore al commercio Cavalli

Thomas Trenchi è il secondo da sinistra, insieme a Francesco Rolleri (pres. Confindustria), il sindaco Barbieri e l'assessore al commercio Cavalli

Nel cuore della città c’è un presepe: «Piacenza non perdere la speranza»

Il presepe realizzato da Thomas Trenchi è esposto nella vetrina dell’Inps davanti alla chiesa di San Francesco, in piazza Cavalli. Con lo smartphone e il codice Qr parte anche una video-narrazione

Nel cuore martoriato di Piacenza, per trasmettere speranza alla fine di un anno così drammatico e crudele, è sorto un presepe. Lo ha realizzato il giornalista Thomas Trenchi, da sempre grande appassionato di presepi - li costruiva da bambino con il nonno Camillo - ed è esposto nella vetrina dell’Inps davanti alla chiesa di San Francesco, in piazza Cavalli. In questo difficile anno il 22enne cronista piacentino ha voluto, attraverso la simbologia del presepe, mandare un messaggio a tutti i piacentini.

«Ho voluto realizzare un presepe contemporaneo – spiega Trenchi -, che ritengo comunque amatoriale perché ci sono presepisti molto più bravi me che fanno delle vere e proprie magie, perché credo che il presepe sia un simbolo assoluto della vita che vince su tutto. Il presepe racconta qualcosa di noi e del nostro intimo. Alla fine di questo terribile e crudele anno, il 2020, c’era qualcosa da raccontare su Piacenza. Questo è il Natale più atteso di sempre. Ho voluto mettere nel mio presepe piazza Cavalli deserta, ovvero il simbolo di quello che in città abbiamo subito durante il primo lockdown, con le vie del centro non frequentate. Tutto questo contrapposto alla speranza della luce, della nascita di Gesù Bambino».

Il presepe - in una sorta di rappresentazione contemporanea - raffigura la tradizionale capanna con Maria, Giuseppe e Gesù Bambino in mezzo alla piazza - deserta - della nostra città. Ogni mezz’ora (nei seguenti orari: 18-18.30-19-19.30-20-20.30-21) il presepe si accende e riproduce il passaggio dal giorno alla notte.

presepe Trenchi-3

Quanto tempo ci è voluto per realizzare tutto questo? «Da febbraio ho iniziato a lavorarci – risponde Trenchi - e ho finito a novembre, Thomas Trenchi-2quasi tutte le sere ho aggiunto qualcosa all’iniziativa. Il dettaglio più bello sono i cavalli del Mochi, prodotti con una stampante 3d. Il resto sono fili, luci, colla, cartapesta, stoffe, sassi. La realizzazione del presepe di piazza Cavalli è stata possibile grazie all’aiuto di Automotive Group per la scansione dei cavalli, Liceo Colombini e 3D Tech per la stampa, Inps per lo spazio espositivo, Francesco De Stefano per la fotografia e Dodo Interior Design per il trasporto, nonché Elisa Malacalza per il testo e Roberto Uggeri per la voce contenuti nella video-presentazione».

Il presepe, infatti, non è solo fisico. Grazie a un codice QR affisso in vetrina, i passanti possono riprodurre una video-narrazione del presepe direttamente sullo smartphone. Un modo diverso per fare un giro in centro a Piacenza in questi giorni: ascoltare il messaggio e riflettere sull’anno che è stato. «Questo presepe – è un passaggio tra i testi narrati - inizia durante l’epidemia, si impasta dei giorni più duri, ne ricava la lezione più vera. Piazza Cavalli è deserta, il silenzio fa paura, si sentono solo gli ululati delle ambulanze. Prende forma la piazza, da una mansarda della città: l’epidemia fa morti, ma ecco iniziano ad avere un corpo Maria, Giuseppe. È finto? È il ricordo di qualcosa che ci riporta indietro, alle statuine custodite in cantina un anno, “Ma mamma durante l’estate poi cosa fanno?”, “Giocano e attendono, come nell’amore”. Gesù qui insegna ciò che più è disarmante, che per essere grandi bisogna sapersi fare piccoli. La culla non sarà vuota: Gesù nella notte più dolce dell’anno ci richiama, anche e soprattutto alla fine di un anno così crudele e devastante, alle cose che contano. Il coraggio della compassione, il respiro lento del bue, il calore dell’Amore, la bellezza di ciò che non ha smagliature e strappi, né oro, perché nasce dall’autenticità di ciò che chiamiamo ancora valori. Piacenza, non perdere la speranza. Buon Natale a tutti».

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