rotate-mobile
Tecnologia

Nel laboratorio high-tech piacentino la scansione 3D di un sarcofago di 3000 anni

Dalla mostra “Egitto Svelato” al Musp, nel tecnopolo di Casino Mandelli

Venerdì 3 marzo un sarcofago di 3.000 anni, esposto alla mostra “Egitto Svelato” che si è chiusa nei giorni scorsi a Palazzo Gotico – dove ha accolto più di 20 mila visitatori – verrà trasferito temporaneamente al Consorzio MUSP, laboratorio della sede Casino Mandelli del Tecnopolo di Piacenza, perché ne venga fatta una scansione completa.
Da alcuni anni il Laboratorio MUSP, su richiesta di committenti internazionali, si occupa anche di robotica industriale: qui vengono sviluppate celle integrate (sistemi di lavorazione più robot) per applicazioni manifatturiere in ambito automotive ed aerospace.
Sempre più spesso, questi sistemi si avvalgono di strumenti di visione senza contatto che affrancano gli operatori da mansioni gravose o ripetitive e rendono più precise le lavorazioni effettuate.
Il sistema di acquisizione si muoverà attorno al sarcofago, posizionato davanti al robot, illuminandone la superficie con una lampada speciale e rilevandone la forma tramite una telecamera che abitualmente è impiegata per ispezionare particolari meccanici di precisione.
Il risultato di questa scansione, che avviene senza che il robot vada a contatto con l’oggetto da rilevare, è una “nuvola di punti”, che può essere utilizzata per finalità di ricerca o per rappresentazioni grafiche computerizzate, e persino impiegata per realizzare “repliche” dell’oggetto scansionato mediante altre attrezzature disponibili presso il laboratorio. Questo incontro tra ricerca, arte ed innovazione è stato facilitato dall’intervento del Comune di Piacenza, che ha messo in contatto l’Istituto Europeo del Restauro, curatore della mostra, con il Consorzio MUSP.
Come sottolinea l'assessore a Università e Ricerca Francesco Brianzi, «grazie alla preziosa disponibilità e all'altissima competenza specialistica del Consorzio MUSP cui va il ringraziamento per aver accolto la proposta di collaborazione dell'Amministrazione comunale, si valorizza fino in fondo la dimensione della ricerca scientifica di cui la mostra Egitto Svelato è stata portatrice. E' motivo di grande orgoglio, per Piacenza, che l'eccellenza del nostro Tecnopolo, parte della più ampia rete dei Tecnopoli della Regione Emilia-Romagna coordinata da ART-ER, venga riconosciuta, apprezzata e messa in relazione con una realtà prestigiosa qual è l'Istituto Europeo del Restauro. E non manca la suggestione di un filo conduttore che unisce la complessità, la ricchezza e la straordinaria, lungimirante visione della civiltà egizia all'innovazione delle progettualità del MUSP e delle professionalità che vi operano».

Aggiunge l'assessore alla Cultura Christian Fiazza: «Il successo di una mostra si misura anche dalla capacità di tessere relazioni con il tessuto culturale, accademico e scientifico del territorio. Lo abbiamo fatto, di concerto tra l’Assessorato alla Cultura e l'Assessorato all'Università, con la ricca rassegna "La Ricerca incontra l'Arte". Questa ulteriore, importante appendice all'esposizione degli
antichi reperti egizi, possibile grazie alla sensibilità e all'attenzione del Consorzio MUSP, è la dimostrazione di quanto questo progetto sia riuscito ad andare oltre l'estemporaneità dell'evento, per regalare a Piacenza un percorso di crescita che non si esaurisce certo con la chiusura di domenica scorsa, ma getta le basi per nuovi percorsi e obiettivi».

Michele Monno, manager del Tecnopolo di Piacenza sede Casino Mandelli e direttore del Laboratorio MUSP, rimarca «Per me, e per i ricercatori del laboratorio, è stato un piacere accogliere la richiesta del curatore della mostra Egitto Svelato, Teodoro Auricchio, che ho ricevuto per il tramite dell’assessore Brianzi, di effettuare una scansione tridimensionale di un sarcofago egizio mediante un sistema robotizzato, sviluppato ed integrato dai ricercatori del laboratorio MUSP, i cui componenti sono stati messi assieme grazie ad un finanziamento della Fondazione di Piacenza. Mi permetto di aggiungere una riflessione personale: non capita tutti i giorni che una Storia millenaria passi per un Tecnopolo dell’Emilia-Romagna, a Piacenza è successo».

Conclude Teodoro Auricchio, presidente dell'Istituto Europeo del Restauro e curatore della mostra “Egitto Svelato”: «La tecnologia offre un supporto di fondamentale importanza allo sviluppo della ricerca archeologica e storiografica. Siamo contenti della collaborazione con l'Amministrazione comunale, il Consorzio MUSP ed il Tecnopolo di Piacenza sede Casino Mandelli per questo progetto, che consentirà di realizzare la scansione tridimensionale del sarcofago interno di Ankhekhonsu, risalente al Terzo Periodo Intermedio (XXII Dinastia, intorno al 900-800 a.C.) e proveniente da Luxor, l'antica Tebe, donato nel 1885 alla città di Bergamo – nel cui Civico Museo Archeologico è custodito – da Giovanni Venanzi, console d'Italia ad Alessandria d'Egitto».

Realizzato in legno di cedro stuccato e dipinto, l'antico sarcofago appartiene ad Ankhekhonsu, sacerdote di Amon e scriba del granaio destinato alle offerte del dio, il cui nome e titolo ricorrono più volte sulla bara, così come compare il nome della moglie del defunto, Henutnofret. Il coperchio rappresenta il defunto mentre indossa una stola rossa incrociata sul petto e un ampio collare di perle e fiori di loto, elementi tipici dell'epoca risalente alla XXII Dinastia. Numerose le scene decorative di carattere religioso, in cui si distinguono anche il sacerdote e la moglie, nell'atto di porgere offerte a diverse divinità.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Nel laboratorio high-tech piacentino la scansione 3D di un sarcofago di 3000 anni

IlPiacenza è in caricamento