Mercoledì, 28 Luglio 2021
Attualità

Nel paniere dell’estate “Ferriere 2019” uno stimolante ciclo culturale

La rassegna ha spaziato tra cronaca, poesia, scienza, simposi, medicina e letteratura

Smerieri

L’accoglienza turistica di Ferriere quest’anno si è caratterizzata anche per l’attività della Biblioteca comunale che oltre a svolgere con efficienza il servizio istituzionale,  ha organizzato sei interessanti incontri culturali: un salto di qualità nei servizi offerti dall’Amministrazione comunale, seguito con evidente interesse da un eterogeneo e numeroso pubblico.

Il professor Attilio Finetti in dialogo con l’autore, ha presentato il libro di poesie del professor Franco Toscani: «Nel gioco del mondo: poesie 2003-2017», edizioni Scritture, raccolta di  versi nella quale si ritrovano temi come il rapporto uomo-natura, l'amore, l'amicizia, gli affetti e la memoria, il tempo, la malinconia della vita che fugge; insomma tutto ciò che fa parte del "gioco del mondo" a cui si rivolge la poesia dell'autore che, scrive Remo Bodei nell’introduzione del libro, «s’intrecciano come una ghirlanda di pensieri e di immagini nelle parole di Franco Toscani».

La complessità della mente umana e in particolare il sogno, è stato l’argomento illustrato dallo psichiatra e psicoanalista, Giovanni Smerieri che oltre a spiegarne i meccanismi, ha evidenziato come in ogni epoca della sua storia, l’uomo abbia considerato il sonno una particolare forma di comunicazione tra la realtà invisibile (il divino e la morte) e quella visibile della quotidianità. Smerieri ha poi richiamato le azioni di alcuni personaggi famosi della storia che sarebbero state ispirate  da premonizioni apparse in sogno e indicato e commentato alcuni testi base sullo studio della materia. Tra questi l’opera di Artemidoro, vera enciclopedia teorica e pratica del sogno, scritta nel II secolo dopo Cristo che compendia l’antica e la complessa tradizione greca su questo tema e il saggio “L'interpretazione dei sogni”, pubblicato in tedesco nel 1899 da Sigmund Freud,  il primo a formulare una teoria dei sogni.

Protagonista degli altri quattro incontri è stato il professor Giuseppe Dossena con appassionate,  competenti e documentate “lectio magistralis”. Della prima, avendone parlato in un precedente articolo, ricordiamo il titolo:  «1969-2019: 50 anni fa… l’uomo sulla Luna». Alcuni flash sulla seconda: “Vino e poesia, la magia del simposio dall’antichità a noi”. Nella poesia degli antichi poeti greci (in particolare Alceo, Anacreonte) e romani (Orazio ed altri), sono spesso descritti scene e momenti di simposi: uomini che si trovano per bere vino e dissertare di arti, filosofia, politica, seguendo il preciso cerimoniale stabilito dal simposiarca, colui aveva l’incarico di sovrintendere alle mescite del vino ai convitati dopo averne stabilito il rapporto di mescolanza con l’acqua.  Dossena si è poi soffermato sulla figura di Dioniso-Bacco ed ha messo in evidenza il fatto che Roma importava vino dalla Grecia, e che già allora vite, ulivo e grano fornivano gli elementi base della dieta mediterranea 

Nel terzo argomento “Ars longa, vita brevis: la medicina antica”, il conferenziere ha evidenziato come lo studio scientifico delle conoscenze mediche popolari antiche ha messo in luce due filoni ben distinti: la medicina chirurgica e la medicina naturalistica. Le prime scuole si svilupparono in Grecia e nella Magna Grecia, cioè in Sicilia e in Calabria con eminenti figure che svilupparono la scienza naturale, ancora non definibile medicina. Galeno di Pergamo è stato uno dei più importanti  medici della Grecia antica, i cui punti di vista hanno dominato la medicina occidentale per tredici secoli, fino al Rinascimento, quando cominciarono lentamente e con grande cautela a essere messi in discussione. Ha citato altre importanti figure soffermandosi su Ippocrate considerato il padre della medicina. Ne rivoluzionò infatti il concetto tradizionalmente associato a pratiche religiose esercitate soprattutto nell'antichità greco-romana pre-cristiana. Non a caso Dossena vestiva una maglietta con stampato sul petto la formula del Giuramento in lingua greca, che – aggiornato ai tempi - viene prestato dai medici-chirurghi e odontoiatri prima di iniziare la professione e che prende il nome da Ippocrate a cui il testo originale è attribuito. Allo stesso Ippocrate  sono attribuiti decine di testi commentati nelle università sino al 1700 che comprendono anche una serie di aforismi tra cui il famoso "La vita è breve, l'arte è lunga, l'occasione è fuggevole, l'esperienza è fallace, il giudizio è difficile", un invito a pensare attentamente e ripetutamente prima di intervenire. Dossena ha inoltre commentato il serpente, simbolo della medicina,  il Fegato etrusco e letto le prescrizioni di antichi ricettari di medicina e di cosmesi. La cura del corpo, intesa in senso sia medico sia terapeutico, è praticamente cresciuta con l'uomo: in origine ebbe quasi certamente, carattere istintivo e individuale ma ben presto fu oggetto di riflessione e portò alla ricerca delle cause del male. La medicina è progredita nel tempo, sia con la continua scoperta del potere farmacologico di determinate sostanze naturali, soprattutto vegetali, sia con il perfezionamento delle tecniche chirurgiche. 
 

La conoscenza della trama dell'Odissea è ben diffusa  dal momento che ricorrente tema di studio scolastico e dato che l’opera di Omero è una delle basi della letteratura occidentale. Tutti conosciamo le vicende che portano Ulisse a fuggire da Troia, le sue eroiche prodezze, il ciclope Polifemo, la paziente tessitrice Penelope e i tanti episodi del poema, ma la narrazione che Dossena ha fatto delle vicende dell’”Uomo dal multiforme ingegno” e l’appendice che indaga sulla motivazione con la quale Dante ha collocato Ulisse nel XXVI canto dell’Inferno (nell’ottavo cerchio, ottava bolgia), hanno calamitato l’attenzione dell’affollata platea che, per oltre due ore, ha seguito l’incontro conclusivo del Ciclo estate 2019; proposta culturale estiva promossa dalla Biblioteca d’intesa con l’Amministrazione comunale.

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