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Lunedì, 4 Marzo 2024
Piani urbanistici

Nel Piacentino previsti 609 ettari di insediamenti, erano 1810 prima della legge sul consumo di suolo

Il primo bilancio dell’Emilia-Romagna a 5 anni dall’entrata in vigore della legge numero 24 del 2017: sul territorio locale decaduto il consumo di 1202 ettari, 467 quelli convenzionati, stop ad altri 143 se non approvati entro fine anno. I dati

In provincia di Piacenza previsti 608 ettari di insediamenti, circa un terzo rispetto ai 1810 ettari di cinque anni fa. Spartiacque l’entrata in vigore della legge regionale “Disciplina sulla tutela e l’uso del territorio” (legge n. 24 del 2017), oggetto di un primo bilancio effettuato dall’Emilia-Romagna (sotto l'infografica) sulla base di una ricerca a cui hanno risposto 226 comuni su 330, presentato in convegno oggi a Bologna.

«Stop a nuove previsioni insediative in espansione, rigenerazione urbana, recupero e riqualificazione del patrimonio esistente sia in ambito abitativo che per le aree produttive dismesse. Questi i due assi portanti della legge» spiega la nota stampa della Regione. «E per quanto riguarda gli interventi già previsti dai precedenti Piani urbanistici alcuni meccanismi per disinnescarli.  Quali appunto l’obbligo per i Comuni di predisporne e avviarne l’iter di approvazione non oltre la fine del 2021 e la stipula delle convenzioni non oltre il 31 dicembre 2023».

Le previsioni insediative, inserite nei piani urbanistici comunali elaborati secondo le precedenti leggi, sono state acquisite e classificate in decadute, avviate, approvate e convenzionate. Guardando al territorio regionale lo stop al consumo di suolo ha interessato oltre 15.274 ettari – il 70% - sui 21.922 previsti nei Piano regolatori generali (Prg) e nei Piani strutturali comunali (Psc) previgenti, decaduti alla fine del 2022.

Un confronto che in territorio piacentino evidenzia un risparmio di 1202 ettari. Le previsioni di insediamento convenzionate sono pari a 467 ettari, 143 quelli – tra previsioni avviate e approvate – che sulla base della nuova legge, come sottolinea la Regione, decadranno se non convenzionati entro la fine dell’anno in corso. 

Sotto l'analisi della Regione

Aree Produttive dismesse - La rilevazione evidenzia ben 1.626 ettari di aree produttive dismesse per diversi ambiti: da quello agricolo/zootecnico, a quelli turistico/ricettivo, produttivo/industriale, direzionale/commerciale, attrezzature generali, infrastrutture/mobilità per ogni ambito provinciale. L’obiettivo è quello di attivare un sistema di monitoraggio stabile e continuativo a supporto della rigenerazione nei contesti produttivi urbanizzati.

Aree a media o alta pericolosità idraulica: stralciato l’80% degli ettari - Dei quasi 22mila ettari di nuovi insediamenti (residenziali, turistico-ricettivo, produttivo, direzionale, commerciale) previsti al momento dell’entrata in vigore della legge regionale, ne verranno dunque effettivamente realizzati poco meno di 4mila ettari (3.923): il 18%. Ma di questi, 2.715 ettari riguardano attuazioni convenzionate prima del 1^ gennaio 2018, ovvero precedentemente all’entrata in vigore della L.R. 24/2017. Da sottolineare come circa il 50% delle previsioni insediative stralciate al termine della prima fase transitoria si trovino in aree di media o alta pericolosità idraulica. Dal punto di vista dimensionale la percentuale di queste previsioni decadute sale al 80% (12.389 ettari sui 15.274 totali).

La stima su tutti i Comuni emiliano-romagnoli - Alla ricerca hanno risposto 226 Comuni: il 68% dei 330 comuni emiliano-romagnoli per una copertura territoriale del 75%, che sale all’80% considerando la popolazione coperta dal monitoraggio. Estendendo questi risultati - sulla base del criterio della popolazione - a tutti i 330 comuni emiliano-romagnoli, si può stimare uno stop complessivo a nuove trasformazioni di suolo pari a 18.579 ettari, su una “eredità” di quasi 27.000 ettari di nuovo territorio consumabile prevista dagli strumenti previgenti. Mentre salgono - sempre secondo la stessa proiezione - a 3.314 ettari i nuovi insediamenti al momento in forse perché legati alla scadenza del 31 dicembre 2023.

Al 2050: nuovi insediamenti solo sul 3% del territorio urbanizzato - Agli oltre 18mila ettari di suolo consumato in meno, si aggiungerà un’ulteriore riduzione rappresentata da quanto la legge prevede per il futuro. Da qui al 2050 infatti i Comuni potranno trasformare solo il 3% del territorio urbanizzato al 1^ gennaio 2018. Il Report regionale del 2015 “Consumo di Suolo e Pianificazione” aveva stimato il valore del territorio urbanizzato in circa 189.000 ettari, basandosi sui dati desumibili dai piani all’epoca in vigore. Di conseguenza, il territorio consumabile al 2050 era stato valutato in circa 5.700 ettari. Un dato che molto probabilmente sarà rivisto al ribasso visto che il solo Piano territoriale metropolitano (Ptm) della Città metropolitana di Bologna ha individuato il territorio urbanizzato secondo i criteri della legge 24 con una riduzione del 30%.

La rigenerazione urbana - Interventi di recupero e riqualificazione di aree urbane e immobili dismessi da destinare a un uso pubblico, senza ulteriore consumo di suolo: nuovi spazi e servizi per la collettività in ambito culturale, ricreativo e turistico; sanitario e socio-assistenziale; scolastico ed educativo. Con un’attenzione particolare anche agli aspetti di sostenibilità ambientale. Sono due i bandi promossi dalla Regione Emilia-Romagna nel 2018 e nel 2021, per promuovere interventi di rigenerazione urbana grazie alla legge 24/2017. A oggi sono 151 gli interventi di recupero in 118 comuni dell’Emilia-Romagna cofinanziati dalla Regione con contributi per complessivi 91 milioni di euro tra risorse regionali, fondi ministeriali di sviluppo e coesione e fondi a sostegno di politiche abitative. Movimentando un investimento complessivo pari a 180 milioni di euro. Il primo bando è già in fase di avanzata attuazione: su 72 interventi finanziati, 39 sono in corso di realizzazione, 3 in fase di collaudo e 30 quelli terminati e già collaudati. Per il secondo bando, dei 79 interventi finanziati, 65 sono avviati o in corso di aggiudicazione.

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