“Nero Fiorentino”, la drammatica vicenda dei delitti del mostro di Firenze

Intervista al regista Gianpaolo Saccomano, che per il suo tv-film ha ricevuto il patrocinio del comune di Piacenza, oltre ad essere stato girato per buona parte in paesaggi e ambienti piacentini

Un momento della serata

A giudicare dal pubblico numeroso ed interessato, che era presente a Bobbio per la serata di anteprima, promette davvero bene il tv-film “Nero Fiorentino” del regista Gianpaolo Saccomano, che racconta con l’aiuto della fiction e da prospettive piuttosto originali la drammatica vicenda dei delitti del mostro di Firenze. Al cinema Le Grazie venerdì sera si è dibattuto sul caso del terribile serial killer italiano, proprio prendendo spunto da alcune scene del film, insieme all’esperto ricercatore indipendente Diego Terranova e alla sensitiva, specializzata in indagini criminali, Emanuela Mitraglia. In una serata presentata da Alberto Negri che ha visto anche la premiazione dei due giovani attori protagonisti, la bella fotomodella Ausra Beleckaite e il nostrano Antonino Patti, si sono dunque anticipate le atmosfere che il tv-film svilupperà nella versione per le sale cinematografiche che dovrebbe essere distribuita da fine settembre. Nero Fiorentino ha ricevuto il patrocinio del comune di Piacenza ed è stato girato per buona parte con uno staff volontario e prevalentemente autoctono, in paesaggi e ambienti piacentini tra i quali una simpatica scena nella nostra redazione. Abbiamo approfittato della presenza del regista Gianpaolo Saccomano per fargli due o tre domande.

D – «Cosa vi ha spinto a realizzare ancora una volta un film che trattasse le terribili vicende del maniaco che uccise, a partire da circa cinquant’anni fa, almeno otto coppie di giovani innamorati in un territorio così diverso da Firenze e dalla Toscana?»

R- «L’obiettivo era anzitutto quello di raccontare, con una modalità che non fosse solo quella del documentario o dell’inchiesta giornalistica, la complessa vicenda del mostro di Firenze e delle sue indagini per un pubblico anche più giovane, che non penso abbia idea dell’allarme sociale che questi delitti scatenarono in tutta Italia, soprattutto tra i fidanzati di allora. Per farlo abbiamo usato una tecnica simile a quella della docu-fiction, senza trascurare il thriller ed i colpi di scena e il piacentino ci ha coadiuvati nella concessione delle location».

D –« Sembra che nel film vengano prese in considerazione ipotesi ed indizi alternativi anche piuttosto originali».

R- «Esatto. Ed è corretto parlare di indizi, perché quelli che proponiamo sono solo spunti suggestivi, purtroppo non supportati da prove, che conducono però ad una spiegazione plausibile sul perché il maniaco uccidesse e del perché smise di farlo a partire dalla fine del 1985. Si badi bene, sono solo indizi, ma hanno ricevuto l’avvallo da alcuni investigatori e criminologi che ancora seguono il caso».

D- «Saccomano, lei si occupa attivamente di regia, sceneggiatura e mistero cosa c’è in progetto dopo l’uscita di Nero Fiorentino?

R- «Dopo il successo del dramma Loving Hemingway, che spero arrivi in scena anche a Piacenza, sto lavorando a due altre drammaturgie teatrali direi, davvero molto originali ed inaspettate poi, forse, seguira’ un altro tv-film stavolta sulle streghe…di più meglio per ora non dire».

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Lo salutiamo, ripromettendoci di parlare ancora delle sue opere, anche molto a breve, poiché a fine agosto dovrebbero riproiettare all’aperto il suo thriller/gotico padano “Saturnales”, a Rivergaro.

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