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Nessun parcheggio a cielo aperto, ma un parcheggio sotterraneo dove oggi c’è già l’arena

Piazza Cittadella non è da sola, un polo di cultura e servizio alla città, ma…attrattivo per rivitalizzare e dare vivibilità al centro storico

foto di Alessandro Bersani

Sono 30 anni che si pensa a come sistemare il fronte della città verso porta Milano e il fiume Po. Da 12-13 anni si parla di un progetto di parcheggio pubblico. Sono 7 anni che si gira attorno al vero problema con fughe in avanti, progetti assurdi, retromarce, freni a mano, incarichi inutili, proposte impossibili. Concordo che un parcheggio in piazza Cittadella non è la soluzione migliore, ma in una ottica di progettualità più ampia e integrata. Come… dove…cosa… quale… se… sono tutte questioni e domande che necessitano di una risposta chiara, trasparente e con una finalità precisa…alta e non piatta.

E’ una ampia piazza posta in modo nevralgico fra il polo museale civico archeologico principale, un futuro polo scolastico e/o ambientale da destinare, un punto di riferimento interattivo digitale comunicativo già presente, qualche centinaio di metri da piazza Cavalli, da via XX Settembre, dall’argine del fiume Po, quartiere già abitato con palazzi significativi e case antiche, strade strette e chiese storiche…credo che qualunque scelta vada presa tenendo conto di questo contesto. Un contesto che richiama la posizione storico-strategica della nostra città.  Una area urbana che deve conciliare riordino, viabilità, attrazione, servizi, cultura, valorizzazione, ambiente, verde e parcheggio. Prendendo spunto dai migliori paesaggisti del mondo, la rivitalizzazione e la ripresa del centro piacentino passa solo attraverso tre fattori: esercizi aperti multifunzionali, sicurezza e arredo con servizi al residente e fruitore, servizi parcheggio comodo per abitante e turista.

In questo contesto anche l’ex albergo San Marco si inserisce, e si inserisce anche l’arena Daturi che forse, una volta, aveva una funzione ben precisa. Oggi con le scuole spostate dal centro, il recupero di campus e palestre nella caserma, gli spazi accessibili dei cortili militari, una viabilità continua con via dei Pontieri anche lo storico ex stadio di atletica, oggi abbandonato e dedicato a sgambettate dei cani, può avere una rinascita molto utile per l’intera fetta della città. Immagino, perché ho già visto pubblicato un rendering in merito, un grande e ampio giardino parco che dalla rotonda di piazzale Milano porta direttamente al cortile di palazzo Farnese e ai chiostri di San Sisto e alla ex chiesa del Carmine e al proseguimento del parco-giardino fin dentro piazza cittadella. Un piccolo viale della nostra Versailles. Nessun parcheggio a cielo aperto, ma un parcheggio sotterraneo dove oggi c’è già l’arena, già diversi metri sotto il livello della viabilità ordinaria.

In Germania dal 1976 tutti i piani urbanistici prevedevano che le costruzioni ex novo avessero almeno sotto terra un numero sufficiente di posti auto per i condomini, ma anche per gli abitanti vicinali e un parcheggio a ore. Fu il 3° Lotto a Piacenza a essere costruito con tale logica lungimirante, prima ancora che a Bonn: Piacenza fu una delle prime città a realizzare un grande immobile con questo servizio collettivo. Non è il numero dei posti auto da 768 o 500 o 250 che deve essere al centro della discussione e arma delle parti a confronto: quello che conta è che l’intervento-investimento, se si fa, risolva effettivamente i diversi problemi connessi e tenga conto dell’insieme delle motivazioni legate alla ristrutturazione di tutta l’area urbana. Certo che la città cambierà faccia, ma è anche quello che ha bisogno: un po’ meno muffa! Quindi se “s’ha da fare” che si faccia non un parcheggio da lucrare e favorire qualcuno, ma che sia di misura giusta e serva ai residenti, ai visitatori e abbia un impatto totalmente nascosto e camuffato. Cosa di meglio che sotto il più bel giardino pubblico che porta nel cortile del Farnese? Piazza Cittadella può essere un fulcro di accesso alla città, di cultura e servizi, di recupero e valorizzazione storico. E’ evidente che oltre agli sforzi del Comune (= noi piacentini) ci deve essere un forte impegno anche della o delle imprese private chiamate a gestire il tutto. Piazza Cittadella non vedrebbe una auto passare e posteggiata: solo le antiche mura farnesiane sarebbero testimoni di un lento passaggio da est a ovest. E’ evidente che tutto l’impegno economico deve essere a prova di radiografia senza alcuna stortura. Meglio ripartire da capo, con progetto e contratti ex novo che, come giustamente affermato dal comitato di piazza Cittadella converrebbe a tutte le parti. Come pure una nuova suddivisione dei costi e ricavi fra ente pubblico e privati che dovrà allestire, creare e gestire in modo “meritevole” tutta la impiantistica, come biglietto da visita della città. Contratti non incompleti senza sanzioni e obblighi di gestione e di rispetto verso la città.  

Giampietro Comolli

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