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«Noi facciamo sesso, licenziateci tutte». Il Centro Tice prende posizione sul caso della maestra di Torino

Il gruppo di 30 psicologhe emiliane lancia un appello contro il sessismo che pervade ancora troppi ambienti professionali

Il gruppo

«Perché, invece di chiedersi se alcuni modi di fare sesso siano compatibili con il fare la maestra, non ci domandiamo se il lavoro fa chi ha diffuso le sue immagini sia compatibile con il reato commesso?». Questa la domanda alla base della pubblica presa di posizione delle professioniste dei Centri Tice, una trentina tra psicologhe emiliane che si occupano di salute mentale di bambini e adolescenti.  

“Io faccio sesso”: questa la scritta sul cartello che ognuna di esse ha sollevato per esprimere solidarietà con la maestra di Torino licenziata per aver girato un video privato per quello che allora era il suo compagno, video poi diffuso tra genitori e personale scolastico senza il consenso dell’interessata. «La notizia della maestra di Torino ci ha colpite. Ci ha colpite – continua lo staff di Tice nell’appello - constatare che si possa pensare che una donna vittima di reato (il revenge porn lo è) possa essere giudicata o addirittura licenziata per come fa sesso. Abbiamo deciso di parlare poco e prendere una posizione mettendoci la faccia».

Una scelta maturata dal desiderio di denunciare pubblicamente come il sessismo sia tutt’altro che un male scomparso in Italia, anche negli ambiti professionali più disparati: «Noi facciamo sesso. Si, anche noi. Qualcuna tanto, qualcuna poco, qualcuna solo una volta, qualcuna così di rado che si è scordata cosa si prova, qualcuna non ne ha voglia, qualcuna ha delle difficoltà, qualcuna è spaventata, qualcuna è fantasiosa, qualcuna sogna la prima volta. Ogni donna, come ogni essere umano, ha un rapporto diverso e peculiare con la sessualità. Ma, a differenza di quello che accade agli esseri umani maschi, per le femmine esiste un pregiudizio. Diversamente dai virus, per combattere i pregiudizi non ci vuole un vaccino. Ci vuole il coraggio di metterci la faccia. Fare sesso è compatibile con l’essere professionali. Condividere o anche solo guardare un video con scene di sesso, diffuso senza consenso, è reato, e non è compatibile con l’essere professionali. Noi facciamo sesso. Licenziateci tutte».

Per ulteriori informazioni consultare il sito internet www.centrotice.it e la pagina Facebook Tice. Live and Learn. 

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