«Non ci incontreremo neanche per il Giovedì Santo»

La lettera del vescovo di Piacenza, monsignor Gianni Ambrosio, ai sacerdoti e diaconi

Mons. Gianni Ambrosio

«Carissimi presbiteri e diaconi, in questi giorni di grande prova, non possiamo neppure esprimere la prossimità e la vicinanza sia tra noi, come presbiterio, sia con i fratelli e le sorelle delle nostre comunità. Non ci siamo incontrati per la nostra giornata penitenziale e, probabilmente, non ci incontreremo neppure per il Giovedì Santo. Non è ancora ufficiale, attendiamo la direttiva dell'autorità, ma mi pare molto improbabile celebrare con la presenza dei fedeli mentre il Papa ha deciso di non celebrare con i fedeli. Ho letto e meditato più volte in questi giorni il salmo 136: "Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre... Come cantare i canti del Signore in terra straniera? Se mi dimentico di te, Gerusalemme...". Possiamo anche noi vincere questa forzata distanza con il 'ricordo di Gerusalemme'.

Esprimiamo questo ricordo in tanti modi, con gesti semplici che ci mettono in contatto, pur nella distanza. Soprattutto aiutiamoci a vivere in comunione con il Signore, riscoprendoci uniti nello Spirito, nella preghiera reciproca, nel risveglio di quella coscienza comunitaria che è molto importante anche per noi, come per tutti. Nella luce della Gerusalemme celeste verso cui siamo incamminati, ricordiamo i nostri confratelli deceduti in questi giorni: risplenda per loro la luce eterna. Vi ricordo la 'convocazione' (ecclesìa) di questa sera alle ore21.00, festa di san Giuseppe, custode della Santa Famiglia e Patrono della Chiesa. E la supplica che insieme, come popolo di Dio, rivolgiamo al Signore. Se possibile, suonate le campane delle chiese alle ore 20.45 per invitare tutti alla preghiera. Tv2000 (canale 28) offrirà la possibilità di condividere la preghiera. Desidero anche comunicare a voi e, tramite voi alle comunità, un'iniziativa che si aggiunge alle preghiere e alle novene che vengono attuate soprattutto nei diversi santuari della diocesi.

La festa dell'Annunciazione (25 marzo) è molto sentita in città grazie al santuario di Madonna di Campagna. In vista della festa, propongo un triduo di preghiera alle ore 18.30 dei giorni 22, 23 e 24 con la recita del Rosario per invocare la Liberazione dalla pandemia, per ricordare le persone decedute e per dare conforto agli ammalati, ai medici e operatori sanitari, a tutti. Se possibile, si suonino le campane alle ore 18,15 per avvisare la popolazione che si unisca alla preghiera dalla propria casa.

Il giorno 25, alle ore 18.30 chiederò l'autorizzazione per recarmi nel Santuario di Madonna di Campagna per recitare il Rosario, affidando la città e tutte le comunità alla Vergine Santa. Si avvisi la popolazione con il suono delle campane alle ore 18.15. Vi sarà presto comunicato se sarà possibile connettersi via streaming. Una candela accesa sul davanzale o un drappo bianco possono essere un segno di invocazione e di condivisione. Sempre in vista della festa dell'Annunciazione, propongo che il mercoledì 24 sia un giorno di digiuno: vi invito a rinunciare al pranzo o alla cena, offrendo il corrispettivo alla Caritas diocesana o parrocchiale. Come avrete notato i nostri Uffici Pastorali, pur essendo chiusi, continuano a tenere vivo il discorso della preghiera e della formazione, soprattutto per i giovani, attraverso i vari mezzi di comunicazione. Li ringrazio per questo servizio. Un nostro sacerdote mi ha chiesto qualcosa da leggere per aiutarci vivere questo tempo così impegnativo oggi e anche quando l'emergenza sarà, finita. Ho chiesto e ottenuto da Vita e Pensiero un piccolo libretto del neo-cardinale José Tolentino. È un testo che fa riferimento alla letteratura con un suggestivo risvolto spirituale. Lo possiamo prendere dal sito della nostra diocesi e distribuirlo a chi desideriamo. Sempre sul sito della diocesi (e della Cei) possiamo leggere la lettera che il cardinale Bassetti ha indirizzato ai sacerdoti. Colgo l'occasione per esprime tutta la mia gratitudine a voi per la bella testimonianza con cui in tanti modi cercate di essere vicini alla nostra gente e per rivolgere gli auguri a chi porta il nome di san Giuseppe. In comunione di preghiera e con grande affetto vi saluto e vi benedico».

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