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Elena Baio

Elena Baio

«Non possiamo rinunciare al pagamento delle spese legali, proposta la rateizzazione»

Vicenda legale Dallabora-Ferramondo, il vicesindaco Elena Baio: «La rinuncia alle spese legali esporrebbe il Comune alla responsabilità contabile della Corte dei Conti»

Il vicesindaco Elena Baio replica alla nota di Arcigay Emilia-Romanga e Arcigay Piacenza in merito alle spese legali dovute da Sara Dallabora e Irene Ferramondo nella causa intentata contro il Comune di Piacenza. «Sulla vicenda legale di Sara Dallabora e Irene Ferramondo – dice Elena Baio - che sono risultate soccombenti, sia in primo che in secondo grado, nella causa dalle stesse promossa contro l’ufficio di Stato Civile del Comune di Piacenza, registriamo oggi la presa di posizione di improvvisati avvocati difensori, che chiedono al Comune di rinunciare ad incassare le spese legali disposte dalla Corte d’Appello di Bologna. Nell’evidenziare come a una sentenza di soccombenza, segue naturalmente una condanna alle spese legali, che è quantificata dal tribunale e non certo da una delle parti, urge ricordare che una rinuncia alle spese esporrebbe il Comune alla responsabilità contabile della Corte dei Conti: cosa che siamo certi non vogliano nemmeno i sottoscrittori di questo accorato appello».

«Per quanto riguarda poi i contorni della vicenda – sottolinea il vice sindaco Baio – è doveroso ricordare come il Comune di Piacenza si sia costituito al fine di difendere l’operato del proprio Ufficio di Stato Civile, ritenendo peraltro a ragione, viste le desioni del giudice in entrambi i gradi di giudizio, di fronte a cause promosse dalle signore Dallabora e Ferramondo. La Corte, oltre a confermare la legittimità dell’operato dell’Ufficio di Stato Civile del Comune ha anche disposto la condanna alle spese di lite (importo per ciascuna coppia euro 6.780), decidendo, in autonomia, l’importo degli onorari e delle spese di giudizio. Il Comune di Piacenza ha proposto, con spirito conciliativo, la rateizzazione dell’importo dovuto, rifiutata dalle signore Dallabora e Ferramondo».     

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