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Nuovi parchimetri, ma rimangono i 5 centesimi e il 10% di sovrapprezzo da app

Cugini (Pd) ricorda le due “storture” del pagamenti delle soste. L’assessore Mancioppi: «Non ho mai visto da nessuna parte un parcometro che dà il resto»

Nuove parchimetri in città, prosegue l’installazione. Però da più parti vengono evidenziate criticità alla mossa del Comune, voluta dall’assessore alla mobilità Paolo Mancioppi. Ad esempio il capogruppo del Partito Democratico, Stefano Cugini, che fa notare il fatto che rimangono quei 5 centesimi di tariffa all’ora che costringono molti a mettere più soldi nella macchinetta (che non dà resto). Così come, pagando da app, rimane il sovrapprezzo del 10% per la sosta (l’ora costa 1,15 euro). «L’unico pagamento digitale senza agevolazioni, anzi, che costa di più», rileva da tempo il consigliere dem.

Anche Alberto Fermi, vicepresidente dell’Aci di Piacenza, in un post su Facebook ha messo in luce alcuni problemi, oltre alla notaPaolo Mancioppi-7 questione dei cinque centesimi. «Con la scusa di contrastare la mercificazione dei tagliandi – spiega Fermi - viene introdotto il concetto di sosta “nominale”, nel senso che si dovrà digitare la targa dell’auto al momento del pagamento. Al di là del fatto che difficilmente questo basterà a far sparire i “parcheggiatori” extracomunitari, che si limiteranno a chiedere qualche moneta senza proporti un tagliando, non si capisce perché la soluzione di questo problema debba essere a carico degli automobilisti e non delle autorità preposte. L’automobilista acquista il diritto di sosta per un determinato tempo e non si capisce perché, in caso non usi tutto il tempo per cui ha pagato, non possa cedere il tempo residuo (ripeto, già pagato) a un altro utente. Mica si ruba niente a nessuno. Ovviamente, come per i 5 centesimi, questo comporta un guadagno netto per il gestore». Ma c’è anche altro. «A quanto ho letto, il sistema tiene memoria delle soste effettuate da una targa (tanto che si può avere lo storico delle proprie soste). Chi l’ha chiesto di avere un ulteriore fonte di controllo dei propri spostamenti?».

L’assessore Mancioppi ha provato a dare una risposta alle contestazioni. «Il contratto con “Piacenza Parcheggi” è stato affidato nel 2012 e prevede, fra le altre cose, la gestione della sosta a pagamento per i successivi 27 anni. Nello stesso contratto è previsto l’adeguamento delle tariffe con indicizzazione automatica dell’Istat da parte del gestore. Inoltre la tariffazione minima prevista è pari ad un’ora e ad oggi l’unica possibilità che permette di frazionare la prima ora, è il pagamento utilizzando l’App. I nuovi parcometri hanno sostituito, senza alcun costo aggiuntivo per i piacentini, tutti quelli presenti che avevano almeno 20 anni di vita. Terminata l’installazione di tutti, sarà possibile anche pagare con carte di credito e bancomat». Sul resto dei cinque centesimi Mancioppi prova a difendersi. «Non ho mai avuto notizia di parcometri che rendono il resto, e fra gli impegni elettorali di questa Amministrazione c’era anche la sostituzione dei parcometri esistenti con quelli che potessero avere riportato anche il numero di targa».

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