Nuovo ecoendoscopio per la Gastroenterologia dell’ospedale di Piacenza

Va ad affiancarsi ad altri 79 ecografi acquistati, oltre ad altri 5 che sono stati donati da privati

La parola d’ordine è prevenzione. A differenza di marzo, l’attività no-Covid dell’Ospedale di Piacenza non si è per nulla fermata. «Anzi - come ha ribadito Luca Baldino, direttore generale Ausl Piacenza - invitiamo i cittadini a venire nei nostri ospedali con fiducia, perché sono assolutamente sicuri. Per i pazienti Covid sono previsti percorsi del tutto differenti. Quindi chiedo loro di non vanificare gli sforzi che facciamo per garantire l’erogazione di tutti i servizi». Occasione per questo appello è stata la presentazione di un nuovo ecoendoscopio, di ultima generazione, il primo in Emilia-Romagna di questo livello, per il quale sono stati investiti 120mila euro. Va ad affiancarsi ad altri 79 ecografi acquistati, oltre ad altri 5 che sono stati donati da privati. L’investimento tecnologico ha già permesso all’equipe del reparto di gastroenterologia diretto dal dottor Giovanni Aragona, di effettuare trattamenti mininvasivi di alta specializzazione di cui hanno potuto beneficare, nelle ultime settimane, diverse decine di pazienti.

«Si entra - ha spiegato il professionista- con una minisonda dalla cavità orale; permette una diagnosi precocissima, soprattutto per neoplasie, comprese quelle pancreatiche. Ma non solo diagnosi - ha proseguito Aragona - ma pure per scopo terapeutico, perché oltre a consentire biopsie mirate, permette di drenare colicisti direttamente nello stomaco evitando interventi chirurgici, così come per le raccolte infette di pancreatiti. Insomma- ha concluso Aragona- le altre patologie non si sono fermate e noi continuiamo con passione il nostro lavoro, aggiornandoci costantemente». «Questa- ha detto l’assessore assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia Romagna Raffaele Donini - è la sanità che vogliamo costruire; gli investimenti per il Covid sono i pilastri della futura attività; li indirizziamo in capitale umano e nella formazione dei nostri professionisti che devono indicarci l’opportuna strumentazione per adeguare gli interventi sui cittadini con efficacia e minor invasività. Bisogna potenziare le strutture sanitarie sul territorio e spingere sulla prevenzione. Oggi vogliamo continuare ad erogare le prestazioni programmate, evitando liste di attesa. Possiamo farlo investendo in strumenti ed aggiornamento».

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