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L'equipe

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Obesity day, l'Ausl riprende le attività di visita per i pazienti. L’equipe attiva nell’attività di ricerca

Poche e semplici regole per una sana alimentazione permettono di conservare un benessere prolungato per tutto l’arco della vita

Il 10 ottobre ricorre l’Obesity Day, evento di sensibilizzazione nazionale per la prevenzione dell’obesità e del sovrappeso. Se negli anni scorsi in questa giornata era possibile aprire gli ambulatori dell’Azienda Usl per colloqui e visite, quest’anno, data l'attuale situazione sanitaria, non sarà possibile.
I professionisti dell’ambulatorio “Disturbi del Comportamento Alimentare e malattie metaboliche”, che a Piacenza si occupano dei pazienti grandi obesi, vogliono comunque lanciare un duplice messaggio in occasione dell’iniziativa.
“Questa giornata ci ricorda che le regole da seguire per una sana alimentazione sono poche e semplici e permettono di conservare un benessere prolungato per tutto l’arco della vita”.

A disposizione di tutti ci sono le utili linee guida pubblicate dal Centro di ricerca alimenti e nutrizione, scaricabili qui: https://www.crea.gov.it/documents/59764/0/LINEE-GUIDA+DEFINITIVO.pdf/28670db4-154c-0ecc-d187-1ee9db3b1c65?t=1576850671654)

In Emilia-Romagna, sulla base dei dati della sorveglianza PASSI, sigla che sta per “Progressi delle Aziende sanitarie per la salute in Italia”, si stima che l’eccesso di peso coinvolga circa il 43% degli adulti tra 18 e 69 anni un terzo dei quali è in sovrappeso e il 12% presenta invece obesità. Tradotto in termini assoluti, la stima rilevata corrisponde in regione a circa 900mila persone adulte in sovrappeso e 350mila obese. 

La tendenza all’eccesso ponderale non risparmia i minorenni: secondo l’indagine OKkio alla salute, sistema di sorveglianza sul sovrappeso e l’obesità nei bambini delle scuole primarie, in Emilia-Romagna un terzo dei bambini di 8-9 anni è in eccesso ponderale: il 21% in sovrappeso e l’8% obeso.

Il fenomeno diminuisce nell’adolescenza coinvolgendo tra il 15 e il 17 per cento dei ragazzi. Secondo lo stesso studio l’obesità nei bambini è strettamente correlata allo stato ponderale dei genitori.

Per quanto riguarda l’ambulatorio piacentino, dal 1 gennaio 2019 a oggi sono quasi 350 i pazienti grandi obesi valutati: oltre un centinaio di essi sono avviabili al percorso chirurgico. L’ambulatorio, alla cui attività partecipa anche il  chirurgo dedicato a questa tipologia di pazienti, il dottor Edoardo Baldini, segue anche tutti i pazienti già operati.

 Oggi le visite, sospese nel periodo di massima pressione della pandemia, sono state riprese e, compatibilmente con la situazione epidemiologica si sta cercando di riattivare quanto prima anche gli interventi bariatrici.
Per i pazienti operati o candidati all'intervento a Piacenza sono inoltre attivi gruppi di ascolto e di incontro con meeting mensili che si svolgono in collaborazione con una psicologa.

Obesità e Covid-19: Il tema è di grande attualità. In collaborazione con altre aziende sanitarie ed ospedaliere della regione, l’equipe piacentina sta partecipando allo studio "Obesità e COVID-19: Studio multicentrico osservazionale della popolazione obesa sottoposta a chirurgia bariatrico-metabolica o in attesa di intervento in area ad alta incidenza per contagio da Covid-19". La ricerca ha l’obiettivo di valutare se l’esecuzione di un intervento bariatrico effettuato in era preCovid-19, possa influenzare l’esito clinico dei pazienti obesi contagiati, e se questo sia da imputare alla eventuale perdita di peso o al miglioramento delle comorbilità del paziente. Inoltre, lo studio è volto a definire se la chirurgia bariatrico-metabolica possa avere un ruolo protettivo nei confronti dell’insorgenza di quadri di insufficienza respiratoria severi in pazienti obesi in presenza di infezione da Covid19. Infine, il lavoro permetterà anche di valutare, l’incidenza della sintomatologia imputabile a Covid-19 nella popolazione obesa candidata a chirurgia bariatrica e in quella già sottoposta ad intervento chirurgico. 

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