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Castello ringrazia i protagonisti attivi della pandemia. «Un anno fa l'istituzione del primo Covid hospital in Italia»

Il sindaco Lucia Fontana ha consegnato una targa al personale sanitario dell’ospedale, prima struttura in Italia a essere totalmente dedicata ai malati Covid, in occasione dell’anniversario della destinazione d’uso

 

Questa mattina, a Castel San Giovanni il sindaco Lucia Fontana ha consegnato una targa al personale sanitario dell’ospedale, prima struttura in Italia a essere totalmente dedicata ai malati Covid, in occasione dell’anniversario della destinazione d’uso. Alla cerimonia erano presenti il presidente della Provincia Patrizia Barbieri, diversi sindaci, autorità civili e militari. Il sindaco ha consegnato simbolicamente il riconoscimento a Luca Baldino, direttore generale Ausl, e al dottor Angelo Benedetti, primario di Rianimazione dell’ospedale castellano, che ha espresso il “grazie” a nome di tutti i tanti operatori sanitari presenti. Durante la cerimonia sono intervenuti anche il dottor Franco Pugliese e il sindaco di Borgonovo Pietro Mazzocchi, entrambi pazienti nel presidio della Valtidone a marzo 2020. Il primo cittadino Fontana ha ricordato anche le tante vittime del covid, tra cui il collega sindaco di Ferriere, Giovanni Malchiodi. Al termine della cerimonia, l’alpino Stefano Bozzini, diventato famoso in tutto il mondo per la serenata fatta con la sua fisarmonica alla moglie malata ricoverata in ospedale, ha suonato l’inno nazionale per suggellare il ringraziamento ai sanitari.

Il 29 febbraio 2020 l’Ausl di Piacenza, preso atto del numero crescente di persone sintomatiche che si rivolgevano ai servizi, decise di concentrare tutti i pazienti positivi in un unico presidio di 130 posti letto, creando di fatto il primo “ospedale Covid” in Italia. La struttura di Castel San Giovanni sembrava poter rispondere al meglio alle esigenze emergenti. Nell’ospedale era presente un reparto di Terapia intensiva e tutti i necessari servizi di supporto della diagnostica. Si cominciò quindi a trasferire i malati nel presidio della Val Tidone, potenziando la struttura con l’invio dell’equipe pneumologica. Successivamente, si prese atto che l’ospedale di Castel San Giovanni non poteva essere sufficiente per accogliere tutti i positivi, visto che il numero di pazienti era aumentato a diverse centinaia. Nelle settimane successive, quindi, tutti gli ospedali della Provincia di Piacenza hanno accolto i malati Covid. Anche le strutture del privato accreditato hanno dato la propria disponibilità a ricoverare i pazienti e il 22 marzo è stato aperto un ospedale da campo messo a disposizione dall’Esercito Italiano. Il picco massimo di ricoverati covid a Piacenza è stato di 750 pazienti.

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