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Fabio Ottilia

Fabio Ottilia

Ottilia, consigliere a Bettola e infermiere: «Vaccinato, ma la lotta al virus prosegue»

La riflessione del consigliere comunale valnurese, tra i primi operatori sanitari vaccinati: «Il primo pensiero va alle vittime del Covid e chi ha perso il lavoro quest’anno. Medici e infermieri hanno pagato un prezzo alto, ora siamo arrivati all’inizio della fine del virus»

C’è anche il consigliere di Bettola Fabio Ottilia tra i primissimi operatori sanitari vaccinati contro il Covid a Piacenza. Consigliere di maggioranza del Comune di Bettola con delega al sociale e alla sanità, nonché consigliere dell’Unione Altra Val Nure e membro del comitato di Distretto socio Sanitario del Levante il 27 dicembre alle ore 16.50 si è sottoposto a vaccinazione contro la Sars Cov-2, uno dei primi 50 operatori sanitari. Di professione infermiere presso la Casa Della Salute di Bettola, nel servizio di assistenza domiciliare, ha trascorso un anno, come tutti i suoi colleghi, difficile sia fisicamente sia psicologicamente. Ad inizio pandemia nel mese di marzo è stato Fabio Ottilia-2richiamato presso l’Unità Operativa di malattie infettive in prima linea per contrastare la devastante pandemia di Covid-19. «Un dovere etico morale e deontologico verso i pazienti gravemente ammalati, ma anche verso i colleghi sfiniti da pressioni emotive al limite della sopportazione umana, provocate da turni massacranti».

Terminata la fase acuta dell’emergenza quando la pressione sui reparti di degenza ospedaliera cominciava ad allentarsi, è stato richiamato presso la sua Unità Operativa di appartenenza. «Ho trovato una situazione ancora in piena emergenza con anche pazienti dimessi dopo la degenza in ospedale ancora bisognosi di assistenza».

Anche a livello amministrativo non è stato un anno semplice, in quanto a Bettola si è dovuto organizzare tutto al meglio per portare beni di prima necessità, farmaci, distribuire attraverso bandi risorse economiche, intercettare nuovi disagi sociali emergenti. «Ma tutto è avvenuto al meglio, attraverso la collaborazione di tutti gli amministratori del Comune, dei volontari, del servizio sociale e la competenza dell’Ausl».

Ora lavorerà più al sicuro grazie al vaccino. «Oggi, con questa vaccinazione, possiamo dire finalmente che siamo giunti “all’inizio della fine” per il virus. Con orgoglio, senso civico e senso di appartenenza professionale, mi sottopongo alla vaccinazione, così facendo, “domani”, avrò uno strumento in più da mettere in campo per continuare la mia lotta contro il virus sia da infermiere sia da amministratore rispettando sempre però, le norme di distanziamento, la mascherina, il lavaggio delle mani. Sottolineo quanto sia importante la ricerca, lo sviluppo di nuove tecnologie in tutti i settori e quanto sia importante investire su di essa, ricordando che la ricerca merita una posizione centrale all’interno della nostra cultura».

«Mentre mi sono sottoposto alla vaccinazione il primo pensiero va a tutte le vittime del Covid-19, non riferendomi solo a chi non ce l’ha fatta, ma anche a tutte quelle persone che hanno perso il lavoro o la propria attività. Il secondo pensiero va a tutti i miei colleghi infermieri, ai medici, agli operatori socio sanitari, volontari ecc. che hanno pagato un prezzo altissimo ed ancora lo stanno pagando. L’ultima riflessione è un grande grazie a quei ricercatori che in pochi mesi sono riusciti a produrre un vaccino lavorando con professionalità e dedizione di giorno e di notte».

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