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Palazzo Farnese, da gennaio 2020 pronta la nuova sezione romana

I sotterranei dei musei civici di Palazzo Farnese, salutata la mostra dedicata ad Annibale, attendono i lavori di studio e allestimento della nuova sezione

L'assessore Papamarenghi e la direttrice Gigli

A gennaio-febbraio 2020 i musei civici di Palazzo Farnese apriranno le porte della inedita sezione romana. I sotterranei di Palazzo Farnese, da pochi giorni liberati dalla mostra dedicata ad Annibale (promossa soprattutto dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano), si apprestano così ad ospitare nei prossimi mesi il nuovo allestimento che arricchirà l’offerta culturale piacentina. In questi spazi questa mattina l’assessore alla cultura Jonathan Papamarenghi ha effettuato un sopralluogo insieme alla direttrice dei musei, la dirigente del Comune Antonella Gigli. «Verrà allestita qui – ha spiegato l’assessore, aprendo le porte dei sotterranei -, in forma permanente, la sezione romana dei musei civici di Palazzo Farnese con una serie di opere, oggetti e reperti mai esposti e raccolti, provenienti anche dal resto del territorio. Sarà un percorso lungo e articolato». Papamarenghi ha voluto chiarire alcune interpretazioni errate di questi ultimi giorni. «Ciò che era ospitato prima della mostra di Annibale non è stato spostato per sempre per colpa di Annibale, ma proprio per permettere ai sotterranei di ospitare la nuova sezione romana. In questa parte di Palazzo Farnese sono iniziati importanti lavori di recupero edilizio e strutturale nel settembre 2017, un anno prima dell’inizio della mostra dedicata ad Annibale (che è terminata due settimane fa, nda). Interventi che hanno necessariamente richiesto la liberazione di questi spazi dai reperti e dagli oggetti che c’erano, come alcune collezioni, sei carrozze e il fegato etrusco. Opere tolte nel settembre 2017 quindi, e posizionate altrove all’interno di Palazzo Farnese».

I sotterranei, grazie ai lavori, sono visitabili anche per i portatori di handicap. «Nel novembre 2018 – ha proseguito l’assessore – sono finiti i lavori, e poche settimane dopo è partita la mostra di Annibale. E ora sono ripresi altri lavori, perché si sta procedendo allo studio e alla catalogazione di questi nuovi reperti sotterranei di Palazzo Farnese, sezione romana-2in arrivo a Piacenza che costituiranno la sezione romana. Lo ritengo un momento molto importante per il museo, si sta andando avanti». Nel gennaio-febbraio 2020 il Comune inaugurerà la sezione romana. «I musei con tanti testi – riflette l’assessore - non attirano tanti visitatori e non piacciono, perciò saranno soprattutto vetrine e pannelli. Decisivi per la sezione sono i fondi del Por-Fesr e un po’ anche il materiale lasciato dalla mostra di Annibale, come alcune vetrine e soprattutto l’impianto di condizionamento e riscaldamento. Altrimenti avremmo dovuto impiegare ulteriori 100mila euro».

Al lavoro per l'allestimento della sezione romana attualmente è soprattutto il comitato scientifico, composto dalla dirigente e direttrice dei musei Antonella Gigli, dall’architetto Manuela Corvi (che ha seguito la fase di recupero dei sotterranei), dall’ingegnere Chiara Gazzola (per gli allestimenti), dal professor Nicola Crimiti (studioso di storia romana) e il dottor Marco Podini (archeologo e ispettore della Soprintendenza). La sezione romana fu una intuizione dell’ex assessore alla cultura Tiziana Albasi, che permise la vittoria di un bando del Por-Fesr del 2016 per il recupero dei sotterranei. «I materiali che daranno vita alla sezione romana - riflettono sia Papamarenghi che Gigli - erano stati portati da Piacenza e provincia altrove, a Parma, Bologna e Ferrara per essere studiati, ma sono del nostro territorio». E quindi qua faranno ritorno.

Durante il sopralluogo di questa mattina Gigli ha sottolineato le caratteristiche principali della futura sezione. «Nella prima stanza ci concentreremo – ha spiegato la direttrice – sulle preesistenze e persistenze romane: cosa c’era prima dei romani e come hanno sintetizzato le culture precedenti. Poi si accederà alla torretta, che ospiterà il fegato etrusco, chiamato così, ma occorre ricordare che si tratta di un manufatto romano del II secolo avanti cristo». L’attenzione si sposterà sulla due fondazioni della città di Piacenza (218 ac e 190 ac), con la definizione della forma urbis. «Descriveremo com’era Piacenza alla fondazione, il suo tratto murario. Poi, nelle sale successive, grande attenzione alle produzioni romane, a come venivano cotti i materiali. Poi il percorso proseguirà con altre sale a tema: la vita nelle domus romane (due sale con mosaici pavimentali restaurati, e ricostruiremo virtualmente una parte della domus romana, sia quella più di rappresentanza che quelle più vissute e domestiche), spazi dedicate al tema della morte, ai culti dei romani e al mondo del commercio dell’epoca romana».

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