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«Per le grandi opere serve un approccio multidisciplinare»

Alla Cattolica di Piacenza si è svolto online il 2° incontro del gruppo di ricerca MeRIT, che coinvolge accademici e professionisti del settore con lo scopo di approfondire il tema dei Mega-Progetti

Franca Cantoni

«Per le grandi opere, per megaprogetti che sovente hanno fortissimi impatti sull’ambiente nei quali vengono realizzati, serve un approccio non solo ingegneristico, ma multidisciplinare che coinvolga in maniera sinergica altre e diverse discipline: l’economia, l’organizzazione del lavoro, il management delle risorse umane, la giurisprudenza, la sociologia con il fine ultimo e generale della sostenibilità».

Alla Cattolica di Piacenza si è svolto online il 2° incontro del gruppo di ricerca MeRIT (Megaproject Research Interdisciplinary Team), che coinvolge accademici (Università Cattolica del Sacro Cuore e Politecnico)  e professionisti del settore con lo scopo di approfondire appunto il tema dei Mega-Progetti. Si tratta di un management prospettico (in sinergia con Value Group) oggi indispensabile per una competenza cruciale sempre più richiesta per il successo delle aziende che operano per commesse. 

«Questi incontri con tanti professionisti-  commenta la professorrssa Franca Cantoni, docente della facoltà di Economia dell’Università Cattolica e referente scientifica del progetto - hanno proprio l’obiettivo di sviluppare metodologie innovative per affrontare la crescente complessità dei mercati globali in cui le aziende si trovano a competere. Questo evento - ha ribadito la Cantoni- rappresenta un’importante occasione di confronto tra il mondo accademico e le aziende partecipanti, che hanno avuto l’occasione di condividere le tendenze più recenti del mondo della gestione dei progetti complessi, le best practice e le rispettive necessità, perché il tema delle grandi opere è di assoluta attualità e bisogna individuare dei criteri oggettivi per la scelta e l’implementazione dei grandi progetti, tema più che mai sentito in tutti gli strati della popolazione».

«Chi lavora quotidianamente nelle aziende vede senza ombra di dubbio come la crescente complessità e turbolenza dei mercati rende necessari strumenti innovativi per la gestione delle commesse - chiosa Edoardo Favari, co-organizzatore dell’iniziativa - ed il project management è la risposta a questa esigenza, purché si tengano in considerazione le specificità di ogni azienda e dei mercati su cui opera».

Oltre alla professoressa Cantoni che ha coordinato l’evento, all’ingegner Favari esperto nella gestione di progetti complessi a livello internazionale, hanno partecipato Kathrin Köster dell’Università di Economia e Commercio di Vienna, Gilbert Silvius professore di project and program management presso la LOI University of Applied Sciences nei Paesi Bassi e Donald Roy Lessard Professore Emerito di Management Internazionale della Epoch Foundation presso la Sloan School of Management del MIT di Boston.

La prima è Accademica innovativa, imprenditrice sociale ed esperta manager internazionale; il secondo è considerato uno dei massimi esperti nel campo della sostenibilità nella gestione dei progetti, mentre Lessard si occupa da sempre di gestione strategica globale e dei progetti su larga scala.

I grandi progetti necessitano dunque di un approccio che coinvolge molte discipline e bisogna capire perché sovente sono realizzati fuori tempo massimo. Coinvolgono una molteplicità di soggetti economici, comportano appalti, subappalti, fornitori, esecutori e tutto ciò presuppone sovente aspetti normativi, giuridici, economici, perfino etici e quindi devono essere anche sostenibili. Bisogna capire quali siano- come ha evidenziato anche Lessard- i parametri adeguati che ne sanciscano il successo ovvero il valore effettivo che poi hanno per la comunità e per gli utilizzatori.

Insomma necessitano di analisi preliminari molto complesse e poi continuamente nel corso dell’opera ed alla loro conclusione, anche perché devono poi essere un modello e fornire parametri anche per opere successive. Ecco perché ciò che ha intrapreso il gruppo di ricerca MeRIT (Megaproject Research Interdisciplinary Team) presso la Cattolica di Piacenza, assume oggi un’importanza fondamentale proprio in ragione della ricerca della sostenibilità complessiva di ciò che si intraprende e che coinvolge intere comunità.

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