Lunedì, 22 Luglio 2024
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«Pessimo messaggio quello della sentenza di Roma per chi guida in stato di ebbrezza seminando morte, perché sa di cavarsela»

La nota dell'Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale della regione Emilia-Romagna

«Delusione e sconcerto per le sentenze che riguardano gli omicidi stradali causati da guidatori  alterati dallo stato di ebbrezza alcolica, perché pur essendo consapevoli di essere potenziali  assassini, hanno atteggiamenti che spaziano dal machismo all’eccessiva leggerezza». Queste le parole di Mauro Sorbi nella nota dell'Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale della regione Emilia-Romagna. «Risulta svilito il nostro impegno, anche a fianco di associazioni e di singoli che hanno avuto  una perdita di un proprio caro o ridotto a invalido permanente, per sensibilizzare la società  civile sull’importanza di comportamenti corretti e consoni alle norme del Codice della Strada. Il messaggio che troppo spesso proviene dalle sentenze sull’omicidio stradale ne declassa  la gravità, veicolando il messaggio che comportamenti criminali portano al massimo ad arresti  domiciliari o all’obbligo di firma».

«Media e cittadini si indignano quando avvengono eventi luttuosi sulle strade, causati da  comportamenti di chi consapevolmente si mette alla guida pur non avendone i requisiti fisici  e mentali, perchè sotto effetto di sostanze psicotrope (siano quelle alcoliche o di droghe), ma  poi l’onda emotiva nel tempo scema ed arrivano sentenze che lasciano interdetti. La piaga dell’alcolismo sulle strade non è mai stata debellata - si legge - è improcrastinabile la tolleranza zero con norme severe, con sentenze in linea con la gravità  di questi “omicidi annunciati”, con l’equiparazione ad un vero ed effettivo omicidio a tutti gli  effetti di legge, con l’obbligo dell’installazione dell’alcoll –lock, dispositivo che non permette  l’accensione del mezzo se il guidatore ha un tasso alcolemico superiore a quanto previsto  dal Codice della Strada e con la revoca a vita del permesso di guida».

«La legge sull’omicidio stradale sembra squilibrato a favore del conducente dell’auto ma a  discapito della giustizia per le vittime falciate sulla strada.  Il dispregio del rispetto dell’altrui e della propria vita deve essere stroncato con norme che  prevedano pene e sanzioni esemplari, perché non vi è una seconda possibilità per chi ha  perso la vita o per chi rimane invalido per sempre», continua la nota. «La politica intervenga per modificare la legge per rendere più severe le pene che abbiano un  maggior potere deterrente. Non deleghiamo solo alla politica il contrasto all’abuso di alcol sulla strada.  Tutti noi siamo consapevoli che, se ci mettiamo sulla strada, dopo aver assunto alcol, non  siamo in pieno possesso delle nostre facoltà. Dotiamoci di un etilometro monouso da portare sempre con noi per permettere di verificare il  tasso alcolemico. Un piccolo gesto o meglio ancora, non bere prima di mettersi alla guida può salvare l’altrui e  la nostra vita».

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