Piacenza in prima linea nella umanizzazione delle cure

Il professor Luigi Cavanna: «La centralità del paziente, nel percorso di cura»

Cavanna

"Umanizzazione delle cure. Utopia o reale possibilità?". Questo il titolo del Convegno che si è tenuto in Sala Colonne dell'Ospedale, con accreditamento Ecm per tutte le professioni sanitarie. Responsabile scientifico dell'evento il professor Luigi Cavanna, Direttore del Dipartimento di Oncoematologia dell'Azienda Sanitaria di Piacenza che pone subito l’umanità e l’empatia quali cardini imprescindibili nel rapporto con il paziente, la vera essenza della medicina. «L'umanizzazione è una delle più complesse relazioni sociali – afferma - bisogna iniziare dalle piccole cose, avere il coraggio di fare presente le situazioni difficili che possono essere di danno per il paziente, il quale, non dovrebbe mai essere dimenticato nel suo rapporto di fiducia e disponibilità con il medico». L’umanizzazione delle cure va intesa come attenzione alla persona nella sua totalità, fatta di bisogni organici, psicologici e relazionali. Le crescenti acquisizioni in campo tecnologico e scientifico devono essere collegate alla quotidianità della pratica clinica  ed alla necessaria consapevolezza della importanza degli aspetti relazionali e psicologici della esistenza. La medicina umanizzata è un campo sempre più al centro dei piani strategici delle Aziende Sanitarie, indice di una sanità moderna ed in evoluzione. Il concetto va inteso come attenzione alla persona nella sua globalità, diverse età ed etnie ed assume un significato molteplice: "accoglienza, ascolto, ospitalità, comprensione ed informazione". Il malato deve ricevere le cure di cui ha bisogno. In Italia, si parla di umanizzazione in ambito sanitario dal 1992, con il Decreto legislativo 502 che ha introdotto il principio secondo cui le strutture e le prestazioni devono essere adeguate alle esigenze dei cittadini. Da allora, sono stati studiati degli indicatori con l'obiettivo di misurare il grado di umanizzazione dei settori. I dati della Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), che ha realizzato un monitoraggio su tutto il territorio nazionale, insieme con la valutazione di Cittadinanza Attiva, indicano una media  nazionale intorno a 7 su un valore di 10. Importante riconoscimento: nel 2018, l'Oncologia di Piacenza, ha vinto il primo Premio Nazionale di Cittadinanza Attiva "Andrea Alesini" per le buone pratiche e per l'umanizzazione delle cure.  

Il dottor Giuseppe Civardi, intervenendo sulla umanizzazione delle Case di Cura, ha evidenziato  un importante miglioramento organizzativo-assistenziale, con l'impegno di seguire il percorso di relazione  con il paziente e la formazione del personale.

Molto incisivo e sentimentale l'intervento della signora Federica Moroso, nella sua esperienza clinica nel reparto di Oncologia, per il quale ha messo in evidenza le competenze professionali degli operatori e la loro umanità, elogiando anche la  valida prevenzione degli screening oncologici. Discreto e altruista il rapporto di collaborazione da parte delle Associazioni di Volontariato Avo ed Amop con il reparto di Oncologia espresso negli interventi delle rappresentanti Anna Boccellari e Romina Piergiorgi.

La giornalista Barbara Sartori ha ribadito come l' umanizzazione  sia un bene per tutti, al di là della fede e delle proprie convinzioni religiose. E' compito   anche dei giornalisti rispettare i diritti dei malati e delle persone deboli o disabili. Le parole che si usano nelle descrizioni di fatti e persone hanno un "peso" ed occorre discrezionalità  di informazione, come previsto dall'articolo 6 del T.U. del 2016.

La vera umanità è quella di Madre Teresa di Calcutta, spesso citata? "Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore!".

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Hanno partecipato numerosi relatori tra oncologi, psicologi, coordinatori infermieri, tecnici di Laboratorio biomedico, operatori socio-sanitari: Gabriele Cremona, Anna Nassani, Elisa Anselmi, Claudia Biasini, Giuseppe Civardi, Elena Zaffignani, Michela Monfredo, Monica Muroni, Serena Trubini, Maria Rosa Cordani, Anna Bruccola, Claudia Ferrari, Silvana Tagliaferri,la giornalista Barbara Sartori (Avvenire e Nuovo Giornale). Per le Associazioni di volontariato Amop e Avo; Romina Piergiorgi e Anna Boccellari, il caso clinico di una paziente, Federica Moroso e altri.

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