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Piacenza protagonista anche nell’archivio digitalizzato dei soldati del Risorgimento

Oltre al progetto "Torelli" anche l'archivio di Stato di Piacenza mette a disposizione dei ricercatori notevole materiale digitale

In un nostro recente articolo abbiamo evidenziato i risultati conseguiti dalla Società Solferino e San Martino (Desenzano sul Garda) che, nell’ambito del “Progetto Torelli”, ha messo in rete un archivio on line nel quale sono elencati i nomi dei soldati che hanno fatto l'Italia e che, per quanto riguarda Piacenza, ha censito 1934 nominativi della città e 6103 della Provincia. Si tratta di un vasto archivio dei soldati che hanno fatto l'Italia, che è facilmente consultabile da chiunque e da ogni parte del mondo: collegandosi al sito internet, è possibile verificare con molta facilità, l’eventuale presenza di uno specifico cognome e ottenere la relativa scheda per nome di battesimo, arma e diploma personalizzato.

Non di meno nella nostra città - dove il Museo del Risorgimento di Palazzo Farnese espone raccolte di documenti, immagini, cimeli che ricordano gli alti ideali e numerosi esempi di coraggio e di eroismo di tanti giovani - l’Archivio di Stato di Piacenza ha condotto per più anni, un vasto certosino prezioso di lavoro di ricerca e catalogazione che ha portato a realizzare attraverso l'esame di fonti primarie e secondarie (elenchi ufficiali, matricole militari, atti dello stato civile, giornali, ecc.), una banca dati relativa ai combattenti della provincia di Piacenza volontari o arruolati nelle campagne di guerra dal 1848 al 1870. Tra le peculiarità del lavoro la compilazione di 7.580 schede che annotano tutti i dati disponibili dei soldati piacentini, ricadenti nell'attuale Provincia compreso il Bobbiese, che accorsero con slancio a ingrossare le file dei volontari nel 1848 e dei garibaldini nel 1859-1860 o furono arruolati nella terza Guerra d'indipendenza.

Le attività erano state illustrate nella mostra in occasione delle celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia (novembre 2011- al marzo 2012). L’imponente lavoro svolto dall’Archivio di Stato e dallo studioso Luigi Montanari, con la collaborazione di giovani tirocinanti dei licei “Volta” di Castel San Giovanni e “Gioia” di Piacenza, è spalmato in più archivi digitali. Lo studio si allarga alla prima e terza Guerra d'Indipendenza e tocca anche la Prima Guerra Mondiale, con la banca dati dei caduti piacentini da cui è possibile scaricare i fogli matricolari e vedere i volti di più di 1200 nostri caduti. Per finire la bibliografia delle pubblicazioni consultate e utilizzate per la realizzazione delle pagine web dedicate all’argomento che come detto sono operative e consentono ricerche personalizzate.

Questo Il link primario di accesso al corposo ma agile strumento di consultazione che è stato pensato anche quale portale di approfondimento per le scuole piacentine:

Si può cercare sul sito di Piacenza Primogenita (www.piacenzaprimogenita150.it, da cercare su Google)

I collegamenti ipertestuali danno accesso a sezioni e pagine di documenti, correlate di articolate descrizioni e immagini che evidenziano come il contributo di Piacenza all’epopea risorgimentale non fu trascurabile, fu, in proporzione, simile a quello delle altre province lombarde, emiliane.

Le immagini:

- Pietro Gioia, Fabrizio Gavardi, Giovanni Rebasti incontrano Carlo Alberto a Sommacampagna il 14 maggio 1848.

- Manifesti e proclami anni 1859 ... 1870.

- Corteo dal monumento ai Caduti in Piazza de’ Cavalli al Teatro Municipale di via Verdi dove si tennero l’orazione ufficiale del senatore Alfredo Conti e un’esibizione corale, 10 giugno 1959?.

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