«Piano sanitario disatteso e ritardato, ora va riaggiornato»

Ne è convinto Giovanni Compiani, già presidente della Conferenza territoriale sociosanitaria. Per l’ex sindaco di Fiorenzuola, Piacenza ha bisogno di «un nuovo progetto provinciale per una nuova governance del sistema anticipando un’esigenza di revisione che ormai è anche nazionale»

Sopra la sede di Ausl, sotto l'ex sindaco di Fiorenzuola Giovanni Compiani

Il Piano della riorganizzazione della sanità piacentina «approvato nel 2017, è stato per molti aspetti largamente disatteso, per altri in ritardo di anni e per altri ancora, bisognoso di aggiornamento». Ne è convinto Giovanni Compiani, già presidente della Conferenza territoriale sociosanitaria. Per l’ex sindaco di Fiorenzuola, Piacenza ha bisogno di «una nuova grande occasione di confronto e di proposta: parta da noi la possibilità di approfondimenti successivi per aree tematiche costruendo un vero e proprio percorso partecipato che sia funzionale ad un nuovo progetto provinciale per una nuova governance del sistema anticipando un’esigenza di revisione che ormai è anche nazionale».

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Giovanni Compiani-2Come nel 2015 che Ausl costruì il percorso “Futuro in Salute”, «con l’esigenza dei sindaci di riappropriarsi di dati, di esperienze e competenze che consentissero loro di formulare giudizi autonomi sulle politiche sanitarie e di non essere sempre a rimorchio dei tecnici della sanità, oggi sarebbe opportuno riprendere un nuovo percorso: la partecipazione di tutta la Sanità piacentina attorno ad un progetto di nuova sanità, che partendo dai sindaci della Conferenza sociosanitaria e dall’Azienda Usl, metta attorno ad un “tavolo“ tutti i soggetti interessati». Dopo «questi mesi terribili» secondo Compiani «è necessario fare il punto sul sistema ai tempi della pandemia e scambiare dati, idee e opinioni per un programma sul futuro della Sanità a Piacenza»: il nuovo ospedale di Piacenza e il ruolo di quelli periferici della provincia e la loro collocazione nella rete, il ruolo dei Distretti sociosanitari come elementi di integrazione delle politiche sanitarie. Ma anche «una riflessione sull’adeguatezza della legislazione nazionale» con la priorità, però, alla «revisione delle politiche sanitarie nei territori». Conclude l’ex primo cittadino di Fiorenzuola: «Il ciclone Coronavirus ha messo a dura prova non solo il sistema sanitario nazionale, sostanzialmente non preparato a rispondere ad una epidemia di massa, ma anche quello provinciale. I quasi mille morti e numero elevatissimo di contagiati dà l’idea della sofferenza sia del sistema che della dura prova sostenuta popolazione piacentina».

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