Piazza Cittadella, il comitato: «Meglio ristrutturare l’ex biglietteria e il mercato coperto»

Il comitato delle due piazze Cittadella e Casali: «Questo patrimonio edilizio ha un suo valore d’uso, economico e storico. Conservarlo e riutilizzarlo è il migliore investimento possibile»

Probabilmente il parcheggio sotterraneo in progetto in piazza Cittadella non si farà. «Dal 2013 – interviene nel dibattito il “Comitato due piazze-Cittadella e Casali” - abbiamo manifestato pubblicamente in più occasioni, la nostra contrarietà a questo intervento con motivazioni urbanistiche, storico-culturali, ambientali ed economiche; perciò, se la notizia sarà confermata, ne saremo lieti.

«Ci preoccupa, invece, l’intenzione dell’Amministrazione Comunale di procedere comunque alla demolizione dell’ex stazione delle corriere per “riqualificare la piazza ed eliminare il degrado”. Per quanto riguarda il progetto di parcheggio sotterraneo, è vero che il contratto stipulato il 14 di-cembre 2012 fra la Società Piacenza Parcheggi e l’Amministrazione Comunale prevede penali a carico dell’Ente qualora questo intendesse rescinderlo unilateralmente, e inoltre, il mantenimento o adeguamento dei livelli di redditività previsti dal Piano Economico Finanziario per l’appalto nel suo complesso. Clausole penalizzanti per il Comune e per i cittadini utenti dei parcheggi blu, che avrebbero richiesto maggiore precauzione a tutela dell’interesse pubblico».

«Tuttavia è necessario considerare che sono trascorsi quasi 8 anni dalla stipula del contratto e la Società non ha ancora presentato un elemento fondamentale del progetto esecutivo: il nuovo Piano Economico Finanziario, senza l’approvazione del quale l’intervento non può essere attuato. In tutto questo tempo la Società ha usufruito di proroghe e sospensioni nell’iter di consegna del pro-getto, chieste - a suo dire - per impedimenti dovuti a “cause di forza maggiore”. In realtà un ritardo di tale durata appare sproporzionato e ingiustificabile in rapporto alle caratteristiche dell’opera. E’ dunque più realistico ipotizzare che il ritardo non sia attribuibile a mancate risposte e approvazioni da parte del Comune e delle Soprintendenze, come sostiene la Società, ma all’incompletezza e inadeguatezza del progetto rispetto alle prescrizioni di tali Enti. Pertanto il Comune potrebbe far valere le clausole contrattuali a propria tutela, sia imponendo sanzioni pecuniarie per il mancato rispetto delle scadenze nella presentazione del progetto, sia chiedendo conto dei ricavi della Società, derivanti dalla gestione diretta dei parcheggi blu. Tali ricavi sono stati incamerati dalla Società dal 2013 a oggi, in funzione della sostenibilità dell’investimento per la realizzazione del parcheggio sotterraneo. Risultato: le tariffe delle aree di sosta blu sono state incassate, ma gli investimenti in opere sono rimasti a zero».

«Peraltro su ritardi, incongruenze e inadempienze segnalati da questo Comitato è in corso un procedimento di vigilanza dell’Agenzia Nazionale Anticorruzione, il cui esito potrebbe porre una pesante ipoteca sulla fattibilità del progetto stesso, anche se approvato dal Comune. Un accordo fra le parti, senza spese, sarebbe la soluzione più equa, che senz’altro noi auspichiamo. Quanto alla prevista demolizione dell’ex autostazione, come anche dell’ex mercato ortofrutticolo di via Colombo, siamo convinti che questa non sia la scelta giusta per eliminare le condizioni di degrado. Infatti al loro posto resterebbero spazi liberi utilizzabili come parcheggi o aiuole o piazzole pedonali che, in mancanza di una presenza assidua di persone, sarebbero sempre a disposizione delle male frequentazioni. Non sono gli edifici in sé la causa degli usi impropri e del degrado ma è il fatto che sono inutilizzati e in stato di abbandono da anni. Siamo convinti che la riqualificazione di questi edifici e luoghi urbani possa avvenire solo attraverso il recupero per funzioni sociali, culturali, scolastiche, e altri usi d’interesse generale non occasionali ma permanenti e   compatibili con le loro caratteristiche architettoniche. Questo patrimonio edilizio ha un suo valore d’uso, economico e storico. Conservarlo e riutilizzarlo è il migliore investimento possibile.Nel caso specifico dell’autostazione, in un periodo di carenza di spazi per le scuole, si potrebbe riutilizzarla per attività scolastiche, evitando uno spreco di risorse distruggendola». 

«Discorso a parte merita il progetto di demolizione e ricostruzione del mercato rionale coperto di piazza Casali, progetto che prevede la sostituzione dell’edificio attuale con un altro moderno, traslato al fine di valorizzare il complesso dell’ex chiesa e dell’ex convento del Carmine. Quest’intervento comporta alti costi a carico dei bilanci pubblici e gravi disagi economici e sociali per gli operatori e per i clienti del mercato, senza alcuna certezza che il risultato finale sia la soluzione di tutti i problemi estetici ed urbanistici. Anche in questo caso crediamo che l’intervento più razionale, più economico e che potrà dare, in tempi brevi, risultati utili e di qualità, sia la ristrutturazione del mercato rionale esistente. Ristrutturare anziché demolire non contrasta con le finalità del bando periferie e pertanto è possibile continuare ad usufruire dei relativi finanziamenti. Sulle questioni qui esposte sommariamente, e sulla riqualificazione degli edifici e delle aree del comparto nord della città, intendiamo contribuire, a breve, con idee e proposte, mediante momenti di   confronto pubblico, nello spirito collaborativo della cittadinanza attiva propugnata dall’Amministrazione Comunale».

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