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Il caso

Ipotesi chiusura della Raffalda, comitato sconcertato: «In campagna elettorale fu promessa la riqualificazione»

Il comitato "Salviamo la Raffalda" ha chiesto un incontro urgente al sindaco Tarasconi e alla Giunta sul futuro della struttura natatoria comunale

Nei mesi scorsi la Giunta aveva dato l’incarico al Politecnico di sviluppare un masterplan per la nuova cittadella dello sport nella parte sud della città che include tutte le attrezzature sportive esistenti. Di fatto si tratta di una consistente riqualificazione degli impianti del Polisportivo "Franzanti". Due sono le ipotesi in campo per la riqualificazione del Polisportivo, entrambe con il coinvolgimento di privati tramite un partenariato pubblico-privato ("Project financing"). Questo perché entrambe le proposte private comportano investimenti superiori ai dieci milioni di euro. Si parla, ad esempio della creazione di una copertura rimovibile ma anche un rinnovamento e potenziamento generali dell’impianto, tra i quali anche la costruzione di una scuola materna. Due i progetti che sarebbero approdati sul tavolo ed ora al vaglio prima della gara di appalto. 

La conseguenza, paventata, è la chiusura della piscina comunale Raffalda che al Comune costa parecchio in termini di oneri di gestione: si parla di circa 200mila euro all'anno di gestione per una struttura ritenuta da molti vetusta e obsoleta. Nei giorni scorsi il comitato "Salviamo la Raffalda" ha però chiesto un incontro urgente al sindaco e alla Giunta. «Siamo sconcertati perché nel dibattito tenutosi prima del ballottaggio del 26 giugno 2022, sia Patrizia Barbieri sia Katia Tarasconi, con riguardo agli impianti sportivi, hanno ribadito l’impegno a riqualificare la piscina Raffalda», si legge in una nota del comitato. 

«Riguardo il Nuovo Polisportivo – spiegano - poiché dalle proposte sommariamente descritte emerge un impegno economico molto rilevante e possibili ripercussioni urbanistiche, riteniamo che prima di fare qualunque progetto l’Amministrazione debba discutere con la cittadinanza degli obiettivi che si vorrebbero raggiungere».

E sui costi di gestione: «Come tutti gli addetti sanno sono dovuti al fatto che le ore acqua sono assegnate alle società sportive. Dopo aver consultato la cittadinanza gli obbiettivi potranno essere inseriti nel Piano Urbanistico Generale (Pug) già in itinere per non pregiudicare la distribuzione equilibrata dei servizi sportivi». «Crediamo - concludono - che un incontro urgente per chiarire i rispettivi punti di vista ed eliminare eventuali malintesi sia doveroso».

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