Martedì, 22 Giugno 2021
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Pista ciclopedonale tra Vigolzone e Villò, il Comune risarcirà 230mila euro

In Corte d’Appello la proposta di una transazione con i privati che lima i risarcimenti viene accolta dal Comune di Vigolzone. Botta e risposta tra il sindaco Argellati e la minoranza sulla vicenda degli espropri

Sta per concludersi la vicenda giudiziaria tra il Comune di Vigolzone e due privati in merito a un esproprio per la realizzazione di una pista ciclopedonale tra il capoluogo e la frazione di Villò. L’ente ha intenzione di procedere con una transazione economica e chiudere il contenzioso.

Nel paese della Valnure nell’autunno 2018 – ai tempi dell’Amministrazione Rolleri - venne inaugurato un importante tratto di pista ciclabile, di poco più di un chilometro. Il progetto del tratto di pista interessato passava in mezzo ad alcuni terreni e alle viti e quindi una parte della produzione è stata espropriata a favore della pista ciclabile. Il Comune stanziò, per l’esproprio, 20mila euro per “Cantina Romagnoli” e 14mila “Oltrona Visconti”, più un’altra somma a un terzo privato, che accettò. I primi due, invece, si rivolsero al Tribunale di Piacenza, ritendendo non corrette le stime decise dalla commissione provinciale espropri.

Il Tribunale, chiamato ad esprimersi, fece rivalutare e ritoccare verso l’alto le cifre indennitarie: 250mila per il primo e 58.800 euro per il secondo privato. Nel frattempo l’Amministrazione cambia e il sindaco Gianluca Argellati decide di fare ricorso in Corte d’Appello, dopo Gianluca Argellati-6aver cercato un dialogo con entrambi i viticoltori. Ora la Corte d’Appello ha suggerito, in una nuova ordinanza, di arrivare a un accordo tra le parti, dopo una ulteriore decurtazione. E il Comune ha deciso di accettare. “Cantina Romagnoli” riceverà 125mila euro, “Oltrona Visconti” 53mila, per un totale di 178mila euro.

«È il secondo giudice consecutivo – riflette il sindaco di Vigolzone Gianluca Argellati - che ci indica che l’operazione di esproprio non fu corretta. Si è voluto accelerare per realizzare la pista ciclabile, la fretta è stata cattiva consigliera, come sempre. Al Comune, che aveva presentato ricorso in appello, è stato suggerito dal suo avvocato di arrivare a questa transazione, ritenuta equa. Dobbiamo cedere, secondo noi è vantaggioso dover versare la metà della cifra inizialmente prevista». «Già la terna tecnica – aggiunge il sindaco - per la giurisprudenza valeva come una condanna. Inoltre nell’ordinanza il giudice ci dice anche di pavimentare la strada per andare incontro alle richieste dei privati».

Il sindaco fa sapere che è stata invece accolta la possibilità di spalmare in più anni il risarcimento, per non gravare troppo sui bilanci comunali. «Restituiremo le somme, rispettivamente, in 5 e 4 anni ai due privati. Ricordo però che il Comune di Vigolzone aveva già pagato sei professionisti per due terne, mettendoci 50mila euro, così il totale sale a 230mila euro. Se comprendiamo tutte le spese sostenute e da sostenere, questi benedetti 1420 metri ci costano, se si comprende anche la pavimentazione da fare, anche più 250mila euro. Dovremo così rinunciare ad attività e servizi per i cittadini. Qualcuno dovrebbe chiedere scusa e ravvedersi delle critiche lanciate durante la vicenda».

Argellati contesta l’approccio dell’Amministrazione che lo ha preceduto. «Per la ciclabile tra Vigolzone e Grazzano, che è in capo all’Unione Valnure e Valchero, il nostro Comune è stato incaricato di ottenere una porzione dei terreni necessari al passaggio. Siamo riusciti a trovare un accordo bonario con 14 diversi proprietari, con una spesa massima complessiva sotto i 30mila euro, perché più della metà di loro hanno donato il passaggio a titolo gratuito. La soluzione, tra gli interessi del pubblico e quelli del privato, si può trovare. Le due vicende stridono: nel primo caso una forzatura ha causato al Comune una spesa esorbitante, nel secondo risparmieremo».

“VIGOLZONE INSIEME”: «IL SINDACO FA "BABBO NATALE" CON I SOLDI DEI CITTADINI»

Il gruppo di minoranza di “Vigolzone Insieme” (che nel precedente mandato era alla guida dell’Amministrazione dell’allora sindaco Francesco Rolleri) valuta diversamente la vicenda della pista ciclopedonale tra Vigolzone e Villò. «Non è vero che il Comune di Vigolzone – prendono la parola i consiglieri Silvia Milza, Elisa Bolzoni, Giovanni Bernazzani e Beatrice Ghetti - è obbligato a pagare 230 mila euro ai privati per chiudere la partita sulla pista ciclopedonale. È l’attuale amministrazione che ha scelto di accordarsi e di fare così un bel regalo di Natale con i soldi pubblici ai due privati che si sono opposti in ogni modo alla realizzazione di quest’opera. Non c’è alcuna sentenza che obblighi il Comune a procedere in questo modo, ma solo una proposta della Corte d’Appello, che sicuramente tiene conto della disponibilità ad accordarsi che le parti hanno manifestato. Diversamente da Argellati, abbiamo sempre considerato la ciclopedonale un’opera strategica, utile per i cittadini e coerente con un’idea di sviluppo sostenibile che valorizza il territorio e la sua storia. Avevamo deciso di realizzarla lungo il tracciato della vecchia ferrovia perché rappresentava la via più breve e più sostenibile, visto che gran parte del percorso esisteva già. Sulla procedura da noi adottata non abbiamo nulla da recriminare. Per determinare il valore degli espropri e realizzare l’opera abbiamo scrupolosamente seguito l’iter indicatoci dai tecnici e dai consulenti legali del comune. Dopo la prima stima del tecnico comunale che Argellati da sindaco ha nominato responsabile dei Lavori Pubblici, ci siamo basati sulla maggiore valutazione della Commissione provinciale per gli espropri, che aveva quantificato in 20 mila euro la somma spettante a Cantine Romagnoli e 14 mila euro quella dovuta a Oltrona».Vigolzone Insieme. Milza Ghetti Bolzoni Bernazzani-2

«Al contrario di quanto sostenuto dal sindaco – incalzano i consiglieri - che ci accusa di non aver dialogato con i proprietari dei fondi, prima di procedere abbiamo provato in tutti i modi a trovare un accordo con i privati, che però non hanno mai mostrato la benché minima disponibilità e anzi hanno avanzato richieste molto più elevate anche delle somme che oggi la Corte di Appello propone per la transazione. Ricordiamo che Romagnoli, che ora si è accordato per 125mila euro, ne chiedeva 530mila. E che, pur dichiarando che la pista fosse incompatibile con l’attività di viticoltura adesso vuole addirittura che il comune la asfalti. Come avremmo potuto accettare una cifra che era 26 volte più elevata della valutazione della Commissione provinciale? Non sarebbe stato giustificabile dal punto di vista amministrativo e contabile, oltre che da quello del buonsenso. Adesso Argellati ha deciso di accordarsi con i privati, confermando un’intenzione che d’altronde ha sempre manifestato. Gli chiediamo però di assumersi la responsabilità di questa scelta dettata dalla ricerca del consenso e dalla smania di criticare gli avversari, e che comporta un esborso consistente di denaro pubblico che invece si poteva ancora cercare di evitare. Vogliamo ricordare che anche noi da amministratori ci siamo trovati a gestire cause per diverse centinaia di migliaia di euro ereditate da chi ci aveva preceduto e lo abbiamo fatto con coraggio, senza clamore e senza che il costo ricadesse sui cittadini».

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