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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Comitati / Ospedale / Via Taverna Giuseppe

«Più di 300 firme per tenere e potenziare il vecchio ospedale. Ora chiediamo un dibattito pubblico»

Venerdì 30 settembre il comitato "Salviamospedale" depositerà al Protocollo Generale del Comune: «Ottenere un nosocomio del tutto nuovo nell’area dove attualmente è già situato l’ospedale Guglielmo da Saliceto»

Proseguono parallele, per il momento, le battaglie dei cittadini riguardo la realizzazione di un nuovo ospedale. Da un lato ci sono i residenti della zona 5 (quella dentro la tangenziale) che promettono battaglia e che nei giorni scorsi hanno avviato una prima raccolta di firme. Intanto però proseguono nel loro iter anche quelli del comitato Salviamospedale che invece vogliono mantenere l’ospedale dove attualmente si trova, potenziandolo.

Venerdì 30 settembre infatti il comitato depositerà al Protocollo Generale del Comune di Piacenza le firme per l’istanza di convocazione di un pubblico dibattito (ai sensi dell’art. 48 dello Statuto del Comune di Piacenza e dell’art. 6 del regolamento per l’esercizio dell’iniziativa popolare).

«Sono state raccolte oltre 300 firme, dunque, ben oltre le 200 firme richieste dallo Statuto – scrivono in una nota - Il Comitato, con il pubblico dibattito, intende far emergere l’opportunità di valutare la fattibilità e la convenienza per le casse pubbliche di adeguare l’ospedale esistente ampliando i fabbricati esistenti e le aree nelle immediate vicinanze. Nulla vieta, in altre parole, di ottenere un nosocomio del tutto nuovo nell’area dove attualmente è già situato l’ospedale “Guglielmo da Saliceto”».

«In questo modo – sottolinea il referente Augusto Ridella - si otterrebbero vantaggi non paragonabili alla costruzione ex novo di un altro edificio e più precisamente: la rigenerazione ed ampliamento degli edifici esistenti eviterebbe di mandare alle macerie un patrimonio stimato in almeno 150 milioni di euro, con tutte le conseguenze che ben conosciamo per gli edifici pubblici abbandonati, ed in particolare, per quelli militari; a tale somma deve aggiungersi, ovviamente, il costo per la nuova costruzione che, con la lievitazione dei costi nel settore dell’edilizia che tutti conosciamo, non è facile oggi quantificare ma sicuramente supererebbe di gran lunga il finanziamento deliberato dalla Regione (chi ci mette la differenza?), mentre la rigenerazione e l’ampliamento della sede attuale comporterebbe costi di molto inferiori; il trasferimento dell’ospedale fuori dal tessuto urbano comporterebbe la distruzione di terreni, la necessità di nuove infrastrutture, nuovi mezzi di trasporto pubblico, ed ancora, un disagio per la popolazione che sarebbe costretta a spostarsi in auto, con conseguente aumento dell’inquinamento di cui la nostra città non ha bisogno; Il trasferimento, che peraltro consisterebbe in un mero rifacimento dei reparti già presenti in via Taverna (si prevedono infatti solo due/tre sale operatorie in più) richiederebbe almeno dieci anni di tempo. Durante tale periodo, i piacentini, e non solo, sarebbero pertanto costretti ad usufruire di quello che viene erroneamente chiamato il “vecchio ospedale” con tutte le sue criticità; mentre la sede attuale, in poco tempo, potrebbe essere ampliata e rigenerata con nuovi strumenti di diagnosi ed ampi parcheggi oggi mancanti. Il problema più grave, in conclusione, è quello che concerne il rischio di avere il “vecchio ospedale” sempre più inadeguato ed il nuovo in “attesa di Godot”».

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