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"Pola", la Provincia di Piacenza approva il piano organizzativo del lavoro agile

L’obiettivo primario dell’ente di corso Garibaldi è di utilizzare anche la leva del lavoro agile per rendersi sempre più efficace nell’erogazione di servizi verso cittadini e stakeholder, a vantaggio dell’intera comunità piacentina

Il presidente della Provincia di Piacenza, Patrizia Barbieri, ha firmato il provvedimento di approvazione del Piano Organizzativo del Lavoro Agile (Pola).

Insieme al progetto ‘Piacenza Provincia Smart’, presentato in risposta al Bando della Regione Emilia Romagna per il consolidamento e lo sviluppo del lavoro agile, e al Regolamento per la disciplina del lavoro agile, di futura adozione, il Pola costituirà uno strumento di programmazione dinamico che contribuirà, una volta terminato lo stato di emergenza sanitaria, allo sviluppo di una nuova metodologia di lavoro basata - oltre che sull’utilizzo ottimale delle nuove tecnologie - anche su un nuovo modo di organizzare lavoro e persone. 

L’obiettivo primario dell’ente di corso Garibaldi è di utilizzare anche la leva del lavoro agile per rendersi sempre più efficace nell’erogazione di servizi verso cittadini e stakeholder, a vantaggio dell’intera comunità piacentina.

Dal punto di vista dei contenuti, il piano effettua una diagnosi della situazione tecnologica ed organizzativa dell’Ente, nell’ottica dell’adeguatezza all’implementazione dello smart working, ed indica le misure organizzative, i requisiti tecnologici, i percorsi formativi del personale (anche dirigenziale) e gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti, anche in termini di miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione amministrativa, della digitalizzazione dei processi e della qualità dei servizi erogati. 

«Con l’adozione di questo piano la Provincia - spiega il presidente Patrizia Barbieri - intende perseguire più propositi, tutti egualmente importanti: promuovere un’organizzazione del lavoro per obiettivi e finalizzata a stimolare l’autonomia e la responsabilità dei lavoratori e delle lavoratrici e a incrementare l’efficienza e la produttività; agevolare la conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro; promuovere la diffusione delle tecnologie informatiche e in generale della digitalizzazione dei procedimenti; promuovere una politica di sostenibilità e tesa al contenimento dell’impatto ambientale, grazie alla riduzione degli spostamenti tra casa e sede di lavoro».

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