Martedì, 23 Luglio 2024
Dentro al comando

«Polizia Locale, ecco perché qui non si lavora al meglio»

Archiviato il caso del cane Ector, emergono altre criticità nel comando di via Rogerio. Il sindaco minimizza: «Confronto aperto con gli agenti»

Quarantamila euro di spesa per uno strumento hi-tech che ricostruisce, in formato tridimensionale, lo scenario e le misure di ogni incidente stradale. Un modo per far risparmiare molto tempo agli agenti di Polizia Locale, quando intervengono per effettuare i rilievi su tanti sinistri che purtroppo accadono nella nostra città. Peccato che questo apparato, acquistato oltre tre mesi fa, sia stato utilizzato in un solo caso. Il motivo? Per utilizzarlo è necessario avere intorno uno scenario completamente fermo, e soprattutto sgombero da passanti e altre auto di passaggio. Nella maggior parte delle situazioni in strada, quindi, sarebbe un’utopia.

Archiviata la nota vicenda (divenuta soprattutto politica) del cane antidroga Ector, non c’è comunque pace per la Polizia Locale di Piacenza. Pare siano diversi i problemi che impediscono al Corpo - raccogliendo alcune testimonianze di chi ne fa parte - di lavorare al meglio.

La cospicua spesa del suddetto sistema laser per rilevare gli incidenti in 3D, ad esempio, ha fatto storcere il naso a più di uno dei collaboratori del comandante Mirko Mussi. Accanto a questa voce, il comandante coltivava l’intenzione di rinnovare le armi in dotazione agli agenti, ritenute ormai vetuste. Con il budget limitato rimasto a disposizione, il Corpo ha fornito solo a pochi di loro le nuove pistole d’ordinanza, lasciando a digiuno gran parte degli agenti impegnati in strada. Tra le voci dell'ultima variazione di bilancio della Giunta Tarasconi, verranno comunque aggiunti altri 22mila euro per sistemare questa situazione. 

Il tema delle sedi di quartiere della Polizia Locale è già stato più volte affrontato dalla politica, ma la soluzione – per una questione di risorse economiche – è ancora lontanissima. Attualmente la Polizia Locale, composta da cento agenti, è distribuita su sei diverse strutture in città. A detta dello stesso comandante, la forza lavoro in questo modo risulta dispersiva, difficile da coordinare. In alcune sedi gli spazi sono stretti. Ma per un nuovo immobile, ad esempio, in sostituzione della sede principale di via Rogerio, servirebbero molti soldi. Al momento attuale l'Amministrazione non sembra decisa a mettere risorse per risolvere il problema. 

Ma le tensioni riguarderebbero anche il rapporto tra il comandante Mussi e il personale che, a dire di alcuni agenti, si troverebbe sottoposto a continui spostamenti da un settore all’altro. «Quando un agente si ambienta nel nuovo incarico è già tempo di trasferirlo altrove», fa notare una persona. Mentre l’Amministrazione Tarasconi si sta impegnando per inserire forze fresche, altri agenti sono in partenza verso altri lidi.

E quelli nuovi, al primo incarico? Stando a quanto abbiamo raccolto, sarebbero destinati agli uffici, invece che impiegati in strada “a farsi le ossa”. Tutto ciò in un corpo, quello cittadino, che vede più della metà del suo personale indisponibile al lavoro esterno, cioè fuori dall’ufficio.

Ora arriva l’estate, con la sua mole di eventi, a partire dai Venerdì Piacentini, che richiamano migliaia di persone nelle vie del centro storico. La Polizia Locale sarebbe già in difficoltà: «devono ancora essere pagati molti straordinari pregressi» - ci viene detto - e la partecipazione ai Venerdì viene messa in dubbio, senza la garanzia di una copertura per tutte le ore di straordinario necessarie.

Le pattuglie appiedate del venerdì e del sabato (nate con l’intento di contrastare baby gang ed episodi di violenza e maleducazione giovanile) qualche volta non muovono nemmeno un passo. Alcuni turni sarebbero saltati per la mancanza di agenti. Il comando di via Rogerio - stando a quanto ci viene riferito da chi vi lavora - sarebbe corso ai ripari bloccando la possibilità di chiedere ferie in queste due giornate. Decisione molto contestata all’interno del comando e, da molti, ritenuta inattuabile.

Ormai cronica, inoltre, la mancanza di ispettori, ovvero coloro che coordinano i gruppi di lavoro dei turni del mattino, pomeriggio e della sera. Dieci anni fa il corpo di Polizia locale di Piacenza poteva contare su 25 unità con quella qualifica. Oggi sono nove, ma quattro di loro, sulla carta, non lo sarebbero, pur espletando tutte quelle funzioni richieste alla figura dell’ispettore.

Dito puntato anche sulle risorse convogliate sui gruppi di vicinato. Un drappello di 6-7 agenti - ci raccontano - si occuperebbe solo delle segnalazioni dei gruppi Whatsapp dei cittadini. Ma l’impegno focalizzato solo in questa direzione, in un comando con carenze importanti di personale, metterebbe in difficoltà il Corpo.

Circa tutte queste problematiche che ci sono state segnalate, abbiamo chiesto direttamente al Comando di intervenire per replicare, chiarire ed eventualmente precisare le questioni emerse. Al posto del comandante Mussi è però intervenuto direttamente il sindaco, minimizzando le questioni. «Tutti i mesi c’è un tavolo di confronto con il corpo di polizia locale - sottolinea Katia Tarasconi - nel quale questi aspetti non sono emersi. Invitiamo gli agenti ad esporre i problemi. C’è la massima sintonia con il corpo di polizia locale per lavorare al meglio».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

«Polizia Locale, ecco perché qui non si lavora al meglio»
IlPiacenza è in caricamento