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La manifestazione a Monte Citorio

La manifestazione a Monte Citorio

«Agenti di Polizia locale: stessi rischi delle forze di Polizia ma ancora meno tutele e diritti»

Anche una delegazione piacentina del sindacato Sulpl a Roma per la giornata in ricordo degli agenti caduti in servizio e per chiedere con forza la legge di riforma

Anche una delegazione piacentina di sei agenti della Polizia locale ha partecipato alla manifestazione che il sindacato Sulpl nazionale ha organizzato sabato 12 settembre in piazza di Monte Citorio a Roma per celebrare la Giornata della Memoria al fine di onorare i caduti della Polizia Locale e un flashmob per sollecitare la legge di riforma ancora in fase di stallo. 
«Dal 2006 infatti - si legge in una nota - con l’Alto patronato del presidente della Repubblica, il sindacato Sulpl ha intitolato il 12 settembre ai colleghi della Polizia locale italiana caduti nell’adempimento del dovere; eroi e martiri al tempo stesso che per amore della patria e della divisa hanno sacrificato la loro vita, a partire da quel lontano 12 settembre 1943 quando a Barletta fu consumato un eccidio di undici colleghi che frapposero se stessi fra gli invasori e il tricolore, da Milano a Barletta».

«Al lungo elenco dei caduti quest’anno si sono aggiunti purtroppo i colleghi morti a causa del Covid19. 
La legge di riforma non può più essere rimandata e il governo deve necessariamente assumersi le proprie responsabilità di fronte ai cittadini che hanno diritto a vivere in città sicure e vivibili, nonché verso questi lavoratori che pur operando sul territorio a 360 gradi, al pari delle altre forze di Polizia, tuttavia continuano a versare in uno status discriminatorio che a parità di rischi non riconosce medesime tutele e diritti. Significativo il passaggio in cui il segretario generale Mario Assirelli ha sottolineato che in questa particolare giornata il Sulpl non ha voluto la politica, poiché le passerelle pre elettorali non servono alla nostra giusta causa e che chi ostacola la nostra riforma è una parte del Ministero degli Interni, oltre che il Partito democratico con la Cgil, che non vogliono far rientrare la Polizia Locale in un contratto di natura pubblico». 

«Cogliamo anche l'occasione per fare un appunto al neo partito piacentino Italia Viva: comprendiamo la loro necessità di visibilità, essendo novelli nello scenario politico locale, ma non è giusto utilizzare la sicurezza e la Polizia Locale per farsi pubblicità. Quest'ultima sul territorio c'è sempre, e su questo non si discute. Inoltre sul delicato tema della sicurezza proprio il partito che solleva la questione dovrebbe fare mea culpa insieme ad altri per le politiche adottate negli ultimi anni, di cui Piacenza come la maggior parte delle città italiane ne sta pagando le conseguenze».

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