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La mostra

"Polvere di guerra", 400 visitatori alla mostra di Caritas e Amnesty

L’intento della mostra era quello di dare la possibilità ai visitatori di poter vivere sulla propria pelle il dramma della guerra con il linguaggio dell’esperienza diretta

Si è conclusa nei giorni scorsi la mostra esperienziale Polvere di guerra – dalle macerie alla costruzione di pace“, realizzata da Caritas Diocesana di Piacenza-Bobbio, Amnesty International, Emergency e con il supporto tecnico dei docenti del corso di grafica di ENDOFAP Don Orione e del Liceo Artistico Cassinari. La mostra è stata visitata da circa 400 persone tra studenti, insegnanti e cittadinanza. “Un mondo di pace è un mondo che cresce”, “grazie per averci ricordato di poter essere artigiani di pace”, “impara la pace”, “insegna la pace”, “cambia il mondo”, “combatti per la pace non per la guerra”. Questi sono alcuni dei numerosi commenti che i visitatori hanno desiderato lasciare al termine della visita e che spiegano il significato di questa iniziativa.

L’intento della mostra era quello di dare la possibilità ai visitatori di poter vivere sulla propria pelle il dramma della guerra con il linguaggio dell’esperienza diretta. E’ stato possibile attivando un percorso basato su 12 opere di Luigi Ferrari di Amnesty International che sono diventate l’occasione per fermarsi e vivere attimi di riflessione e coinvolgimento attivo stimolato dagli operatori di Caritas.

Gli stimoli uditivi, le parole, i pannelli esplicativi hanno fatto immergere i visitatori nella devastazione delle città, nelle corse precipitose per sfuggire alle bombe, nell’angoscia della tortura, delle fosse comuni, della strage dei civili, nella quasi impossibilità di fuggire in modo sicuro.

La parte finale si concentra sulla condivisione di alcuni strumenti possibili di costruzione di pace, come i corridoi umanitari, i viaggi di pace ai confini della rotta balcanica, l’impegno nei campi profughi e l’esperienza di accoglienza anche da parte della nostra città verso chi scappa dalle guerre, mostrando come ogni storia di arrivo e accoglienza è unica.

I partecipanti hanno poi potuto condividere i propri pensieri e sentimenti attraverso un momento di debriefing conclusivo: ne sono testimonianza i numerosissimi messaggi affissi al grande pannello preparato dalle studentesse del liceo Cassinari.

All’uscita è stato donato ai visitatori un depliant/cartolina in cui vengono affiancate immagini speculari di Piacenza bombardata durante la seconda guerra mondiale e di Piacenza oggi, prodotto pensato e realizzato dagli studenti del corso di grafica dell’Endofap Don Orione, sede di Piacenza.

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