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Ponte Lenzino, porte chiuse a Roma: «Nessun confronto»

Dal Ministero dei Beni Culturali arriva una risposta ai sindaci dell’Unione: «La soluzione scelta per il ponte definitivo è quella che meglio risponde alle esigenza di tutela paesaggistica del contesto naturalistico precostituito e al recupero dell’essenza del monumento»

Il progetto del ponte definitivo, costruito sopra quello attuale

«Non si ritiene necessario alcun confronto su Ponte Lenzino». Porte chiuse a Roma per il comitato “Nuovo Ponte Lenzino” e per i sindaci dell’Alta Valtrebbia. Dopo la protesta organizzata dal comitato, sabato 17 aprile, a ponte Lenzino, l’Unione Montana Valtrebbia aveva inviato una lettera al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e a quello dei Beni Culturali, chiedendo la revisione del progetto per il ponte definitivo. Avevano sottoscritto il documento i sindaci della vallata (tranne Lodovico Albasi di Travo), tutti i consiglieri regionali piacentini e i deputati Pier Luigi Bersani (LeU) e Tommaso Foti (Fd’I). Nella missiva si chiedeva un incontro a Roma per ridiscutere il progetto, contestato da tutta l’Alta Valtrebbia. Nel mirino l’alto costo dell’opera del ponte definitivo (21 milioni di euro) e la sua realizzazione sopra il tracciato dell’attuale manufatto crollato, preservandone la struttura, con la sola ricostruzione della pila che ha ceduto.

Ma a Roma non sono ben accetti consigli dalla Valtrebbia, né verranno organizzati incontri. «Con riferimento alla nota dell’Unione Montana – si legge nella risposta arrivata ai sindaci da parte del Ministero dei Beni Culturali, direzione generale archeologia belle arti e paesaggio – nella quale si chiede un confronto tra i ministeri competenti, Anas e i rappresentanti delle comunità locali, questa direzione generale fa presente che, in accordo con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Parma e Piacenza, avendo già espresso, durante un incontro tra questa direzione generale e l’allora ministro delle infrastrutture e trasporti (Paola De Micheli, ndr), il proprio indirizzo relativo alla scelta della soluzione che coincide con la proposta n.3 presentata dalla società Anas in quanto soluzione che meglio risponde alle esigenza di tutela paesaggistica del contesto naturalistico precostituito e al recupero dell’essenza del monumento quale testimonianza di tecnica costruttiva, della soluzione architettonica e infrastrutturale in uso nel XX Secolo, così come rappresentato nel decreto di tutela DDR N. 2411 del 20 dicembre 2016, non ritiene necessario alcun confronto sul merito».

Quello che chiede il comitato

proposta Lenzino del comitato-2

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