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foto Diego Ciciliati

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Ponte Lenzino, sei mesi per un ponte provvisorio sono troppi anche per i sindaci del genovese

Gli amministratori dei comuni della Valtrebbia genovese: «Il crollo del manufatto ha provocato conseguenze anche per i nostri territori»

«Sei mesi per un ponte provvisorio ci sembrano davvero troppi. Andiamo verso l’inverno, la deviazione è su una strada tortuosa, stretta. Senza dimenticare che la viabilità anche in tempi normali non è sia granché». Anche i sindaci dell’Alta Valtrebbia, parte genovese, si lamentano per i tempi di risoluzione alla viabilità della Statale 45, dopo il crollo di ponte Lenzino a Corte Brugnatella. Il quotidiano “Il Secolo XIX”, in un articolo del 13 ottobre a firma di Roberto Sculli, ha riportato i disagi lamentati dai sindaci degli otto comuni genovesi al di là del confine ottonese e piacentino. Il crollo è avvenuto in territorio emiliano ma, un po’ come è accaduto con il ponte di Albiano Magra, sul confine tra lo Spezzino e la Toscana, le conseguenze per la Liguria ci sono eccome e ancora una volta comportano isolamento».

Bruno Franceschi, sindaco di Fontanigorda, aveva rappresentato l’Unione dei Comuni dell’Alta Val Trebbia, che include Fascia, Fontanigorda, Gorreto, Montebruno, Propata, Rondanina e Rovegno, al sopralluogo del ministro dei trasporti Paola De Micheli a ponte Lenzino. Alla mobilitazione si è unita anche Torriglia. «I sindaci sono in prima linea – aggiunge sempre a “Il Secolo XIX” il sindaco di Torriglia Maurizio Beltrami – perché la Statale 45 è un’arteria essenziale, che tanti utilizzano per venire in Liguria. Sarebbe molto importante ripararla rapidamente».

«Non possiamo permetterci che le pur dovute attività volte all’individuazione di cause e responsabilità di quanto accaduto - scrive in una lettera inviata al Mit il sindaco di Rovegno e presidente dell’Unione, Giuseppe Isola - rallentino l’effettuazione delle opere necessarie a ripristinare il collegamento. Siamo certi che il nostro Paese, come è riuscito in due anni a innalzare a Genova un nuovo ponte dopo la tragedia del 2018, saprà ridare anche alla nostra valle quella necessaria continuità di percorrenza essenziale per la sua sopravvivenza». E i sindaci sottolineano come l’Emilia-Romagna si sia subito attivata per garantire un ristoro (da 200mila euro) ai quattro comuni piacentini isolati (Ottone, Zerba, Cerignale e Corte Brugnatella). «Da noi le conseguenze sono le stesse – aggiunge ancora Franceschi -, speriamo in un simile livello di attenzione dalla nostra Regione e dalla Città Metropolitana di Genova».

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