Martedì, 21 Settembre 2021
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Posti bambino, a Piacenza 270 in asili nido gestiti da privati. Sottoscritto l’accordo

«L’Amministrazione - sottolinea l’assessore ai Servizi sociali, Federica Sgorbati – con questo accordo intende assicurare la regolarità dei servizi educativi, anche durante il protrarsi dell’emergenza sanitaria»

Posti bambino, a Piacenza 270 in asili nido gestiti da privati. È stato sottoscritto venerdì 3 settembre, all’Auditorium Sant’Ilario, alla presenza dell’assessore ai Servizi sociali Federica Sgorbati, l’accordo tra il Comune di Piacenza e i gestori privati degli asili nido relativi ai posti bambino previsti per l’anno accademico 2021-2022.  «Alla luce delle misure - varate dal governo nel febbraio 2020 e prorogate sino al 31 dicembre 2021 - di contenimento del contagio da Covid-19 sull’intero territorio nazionale, il cui orizzonte ricomprende anche i servizi educativi per l’infanzia, l’Amministrazione comunale - spiega la nota del Comune -  e i soggetti gestori hanno infatti rilevato l’esigenza di dare attuazione e accompagnare tali disposizioni attraverso modalità operative e di riconoscimento economico utili ad assicurare la continuità del sistema integrato di educazione e istruzione anche per l’anno educativo 2021-2022. In calce al testo dell’accordo, alla firma del Comune di Piacenza si è aggiunta quella dei rappresentanti dei gestori privati degli asili nido, ovvero: la “Società degli Asili infantili Mirra”, le cooperative sociali Aurora-Domus, Casa Morgana, Eureka, Fenice, Inacqua, Sfinge, Unicoop, il consorzio Farnesiana e Piccolo Nido snc».

«L’Amministrazione comunale – sottolinea l’assessore ai Servizi sociali, Federica Sgorbati – con questo accordo intende assicurare la regolarità dei servizi educativi, anche durante il protrarsi dell’emergenza sanitaria causata dal Codiv-19. Ciò al fine di garantire la continuità della relazione educativa, unitamente alla tenuta del sistema integrato di educazione e di istruzione, con la massima sicurezza per le bambine e i bambini che frequentano gli asili nido e del personale che quotidianamente lavora all'interno dei servizi educativi. Questo accordo - conclude Sgorbati - sancisce l’impegno congiunto, tra Amministrazione comunale e gestori delle strutture in convenzione, per rimodulare il servizio rispetto ai nuovi parametri economici, di prevenzione e sicurezza, fornendo un supporto fondamentale ai genitori e salvaguardando l’occupazione e le tutele economiche per i lavoratori del comparto». Entrando nel merito, nel documento si legge che «il Comune di Piacenza ha contrattualizzato, con soggetti diversi e mediante differenti forme (convenzione, concessione, project financing) 270 posti bambino presso asili nido gestiti da privati e appaltato la gestione del nido part-time, tempo prolungato, centri per bambini e genitori per il periodo settembre 2021- luglio 2024» e che «nel corso del 2020 sono stati assunti tutti gli atti necessari per consentire la riorganizzazione dei servizi educativi e la riapertura in sicurezza, riconoscendo i maggiori costi sostenuti dai gestori per l’organizzazione di tali servizi».

«Poste tali premesse - spiega la nota - le parti hanno convenuto che, per garantire la continuità della presenza dei medesimi educatori con gli stessi bambini, durante il periodo di gestione dell’emergenza Covid-19 le sezioni continueranno a essere organizzate in “bolle”, nel rispetto delle disposizioni normative previste a livello regionale e nazionale. Nel caso di chiusura per quarantena di una o più bolle, verranno riconosciute per i posti convenzionati, le rette posto bambino riducendo di 1/21 la retta per ogni giorno di assenza e quota parte dei costi incomprimibili, proporzionalmente al numero dei bambini riservati al Comune e non utilizzati in tale periodo. Per la gestione in appalto invece, i costi incomprimibili saranno parametrati su base mensile rapportati al numero dei bambini assenti. Inoltre, il Comune di Piacenza riconosce al gestore durante il periodo di emergenza una “tariffa Covid”, come già definita per l’anno educativo 2020/2021, che avrà validità per la durata dello stato di emergenza (attualmente quindi sino 31 dicembre 2021)». L’adeguamento della tariffa (sia ordinaria che Covid) della quota bambino e del costo pasto, verrà calcolato «in ragione della percentuale di aumento del costo della vita per famiglie di operai e impiegati rilevata dall'Istat», riferito al mese di settembre 2021.

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