“Prendersi cura di chi cura”, un mese dedicato al personale sanitario e sociosanitario piacentino

Stanchezza psicofisica, ricerca di una nuova regolarità e desiderio di ripartire: questi i temi affrontati da diversi professionisti a disposizione del personale socio-sanitario piacentino provato dall’enorme sforzo consumato nel contrasto all’epidemia di Covid-19

Stanchezza psicofisica, ricerca di una nuova regolarità e desiderio di ripartire: questi in estrema sintesi i temi affrontati dal progetto “Prendersi cura di chi cura” che nello scorso mese di maggio ha visto protagonisti quatto diversi professionisti (Paolo Bertoncini, Giulio Costa, Giorgia Lombardo e Francesco Perelli) a disposizione del personale socio-sanitario piacentino provato dall’enorme sforzo consumato nel contrasto all’epidemia di Covid-19.

«Sono emerse situazioni di grande stanchezza – spiega lo psicologo Giulio Costa – Finché si viveva una situazione di urgenza c’era adrenalina, con il ritorno ai reparti di lavoro abituali è venuta talvolta alla luce una forte componente depressivo-malinconica».

La stanchezza accumulata nelle lunghe settimane dell’emergenza si è riflessa anche nell’ambito dell’alimentazione: in questo senso si è dimostrato importante saper trovare nuove regolarità per affrontare le turnazioni più impattanti ed intense. «Per alcune delle persone che ho incontrato – racconta la nutrizionista Giorgia Lombardo – la necessità era quella di regolare l’alimentazione per contrastare fatica e migliorare la qualità del sonno. In altri casi la nostra iniziativa è stata l’occasione per approcciare un percorso nutrizionale, con il desiderio di mangiare bene».

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«Ho affrontato un quadro piuttosto variegato – conclude Francesco Perelli, fisioterapista – In questo senso si è rivelata piuttosto utile anche la collaborazione del mio collega, Paolo Bertoncini, al quale alcuni pazienti si sono poi rivolti per un percorso di preparazione atletica: segno della grande interdisciplinarità che ha contraddistinto tutta la nostra iniziativa».

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