Presentato alla “Passerini-Landi” lo studio di Sandro Ballerini sugli stemmi e le bandiere

Maurizio Dossena, Sandro Ballerini e il consigliere comunale Luigi Rabuffi

Presentata alla Biblioteca Comunale Passerini-Landi il compendio antologico di Sandro Ballerini “Raccolta di stemmi, storie e bandiere”, recentemente pubblicato per i tipi della LIR di Piacenza. Questo studio – l’ennesima fatica editoriale di Ballerini (già assessore al Comune di Piacenza e a lungo animatore della vita civico-politica in Piacenza e provincia) – costituisce un’accurata ricerca storico-archivistica riguardante sia le bandiere europea e italiana, sia gli stemmi della Regione Emilia-Romagna, della Città di Piacenza, della sua Provincia e di tutti i Comuni piacentini, fino all’ultimo, l’Alta Valtidone e alla definitiva ufficializzazione dello stesso. Un’opera, dunque, accuratamente documentata attraverso tutti i passaggi intermedi degli emblemi considerati, le loro motivazioni, la collocazione temporale e circostanziale, le varianti e anche tutta l’aneddotica connessa. Per ogni Comune il lettore trova anche le diverse dizioni toponomastiche, le loro interpretazioni, i significati delle immagini negli stemmi, dei colori, degli sfondi, dei loghi, delle epigrafi e dei cartigli: un’operazione archivistica e filologica nella quale Ballerini ha profuso tutta la sua esperienza di conoscenza di luoghi e persone.

Un’opera di storia in piena regola, così ha definito il libro (di fatto, tre libri in uno) Maurizio Dossena, componente la Commissione Bibliotecaria della “Passerini-Landi”, che l’ha presentata sottolineandone l’accuratezza e la ricerca delle motivazioni forti. Qualche ad esempio: lo spazio argomentativo dedicato alla questione delle dodici stelle della bandiera dell’Unione Europea (dodici stelle bianche – ora gialle – per sei nazioni, allora…), dovute a colui che vinse il concorso ad hoc nel 1950, Arsène Heitz, il quale ebbe come motivazione le dodici stelle di Maria Vergine, così come erano nell’apparizione a Rue de Bac a Parigi nel 1830 e come appaiono nella nota e diffusissima medaglietta: un invito – a quanto pare ben poco considerato – a non dimenticare le radici cristiane dell’Europa! Oppure le vicende del tricolore italiano e delle sue varianti, dall’idea napoleonica fino alla scelta sabauda e risorgimentale e fino all’attuale bandiera e connessi diversi stendardi per diversi utilizzi.

Ancora: il significato antichissimo del quadrato bianco in campo rosso che troviamo nello stemma di Piacenza e della sua provincia, nonché le varianti a destra o a sinistra della Lupa capitolina. Ancora, il logo della regione Emilia-Romagna, dovuto a Matteo Piazza 1989, un logo assai schematico, che riflette la caratteristica di una regione che è l’unica a non avere una sua peculiarità storica, ma che risulta da una giustapposizione di ducati, territori e legazioni pre-risorgimentali, con storie e identità assai diverse fra loro. Un’opera di storia, dunque, che – ad auspicio di Dossena – sarebbe molto utile anche nella scuola.

  

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