«Prezzo in picchiata per l’area delle terme di San Martino a Bobbio»

Il comitato sta seguendo gli sviluppi della vicenda: «Paradossale attendere due anni per i carotaggi. La Regione e l’Unione non stiano a guardare, il prezzo dell’area è sceso notevolmente, si può pensare ad un utilizzo pubblico per evitare un’altra speculazione»

Due novità per chi sta seguendo le intricate vicende del terreno di San Martino, la zona all’ingresso di Bobbio con le villette spettrali che gettano ombre sul «borgo più bello d’Italia». La prima è che l’Unione Comuni val Trebbia e Luretta ha inoltrato la richiesta di fondi alla regione, utilizzando la delibera regionale per finanziare i carotaggi sul terreno di San Martino. I carotaggi servono per confermare la presenza di acque termali.

«Un piccolo passo avanti – commenta il Comitato Terme e Valtrebbia - verso la chiarezza: i finanziamenti riguardano però il 2021, quindi carotaggi e risultati, arriveranno solo col nuovo anno. Certamente due anni per far eseguire due carotaggi finali sono un tempo paradossale, ma tutta la vicenda Terme di Bobbio-San Martino è ricca di paradossi. La seconda novità arriva dal Tribunale di Torino: è stata fissata per il 24 novembre prossimo una nuova asta per il terreno di San Martino. Il prezzo è sceso a 237.375 euro, con un’offerta minima di 178mila euro. Da un milione e 100mila euro degli inizi, il prezzo è sceso in picchiata. Un terreno di 55mila mq con alto indice di edificabilità, in posizione panoramica, a un prezzo stracciato è un bel boccone su un piatto d’argento».

«È già stato un grosso affare – aggiunge il comitato - per l’imprenditore che l’ha comprato come agricolo, poi in nome delle Terme ne ha ottenuto la conversione in edificabile e poi l’ha rivenduto intascando la plusvalenza.  Si chiama ancora speculazione edilizia? Al netto della bonifica, torna ad essere un affare lucrativo. L’associazione vuole fare il possibile per evitare che il terreno di San Martino finisca in consumo di suolo/ speculazione e per riutilizzare la risorsa termale».

«È bene ricordare – precisa il comitato - le caratteristiche di questo terreno. Era agricolo. E’ diventato edificabile in virtù di accordi falliti. Ha un vincolo paesaggistico, dato che è all’interno della fascia di rispetto dei 150 metri dal fiume. E’ attraversato da una frana quiescente. Oggi è oggetto di un’indagine geologica in corso d’opera, volta a stabilire la presenza di acque termali. Ci sembra una risorsa a cui prestare attenzione: in termini di prevenzione e di qualifica dell’ospedale della vallata. Ci sembra ragionevole pensare che, proprio ora che i carotaggi si avvicinano, nessuno, amministratore o privato faccia scelte che vanifichino quello che è stato fatto. Ci sembra anche ragionevole che di fronte a valori di prezzo così ribassati i nostri amministratori, da quelli comunali a quelli dell’Unione fino alla Regione, anziché stare a guardare valutino la possibilità di un uso pubblico del terreno. L’estensione di 55mila mq permette di far girare diverse soluzioni, da punto prelievo termale, a terminale navetta che d’estate metta fine al parcheggio selvaggio sulla Strada Statale 45, a verde pubblico, a punto ristoro. San Marino può diventare simbolo di rigenerazione, con soluzioni a vantaggio di tutti quelli che abitano o frequentano la valle. Se ne può parlare».

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