Lunedì, 21 Giugno 2021
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«Priorità a povertà e urgenze sociali». All’Emporio Solidale l’esordio di Reggi presidente

La prima uscita da presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, l'ex sindaco ha voluto dedicarla all’Emporio Solidale di via I Maggio

La visita di Reggi

La prima uscita da presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, Roberto Reggi ha voluto dedicarla all’Emporio Solidale di via I Maggio. Una scelta che rispecchia quanto premesso nelle linee guida del suo mandato: «Particolare attenzione dovrà essere rivolta alle nuove povertà ed urgenze sociali emergenti, in particolare all’interno delle famiglie e a carico delle persone fragili ed anziane».
La visita al “supermercato della spesa gratuita” ha occupato buona parte della mattinata, per «conoscere, capire, cogliere le necessità», l'ex sindaco di Piacenza ha incontrato gli operatori degli sportelli di orientamento e ascolto, che offrono sostegno a coloro che stanno vivendo un periodo di crisi economica ed esistenziale. «Una realtà fantastica – ha sottolineato Reggi – fatta di accoglienza e condivisione. In una parola: di aiuto. E un esempio concreto di quanto il volontariato può fare per la comunità».
La “cittadella della solidarietà” di via I Maggio è stata uno dei capisaldi dell’attività della Fondazione nell’ultimo quadriennio. Di concerto con il Comune di Piacenza, Csv-Emilia (ex-Svep), Caritas, Auser e Croce Rossa e con la collaborazione via via crescente del mondo dell’associazionismo, dell’imprenditoria locale e dei privati cittadini, vi ha investito risorse importanti per l’acquisto dell’area e per la sistemazione dei fabbricati e nella ristrutturazione dell’area. «E’ un’opera che va sostenuta e potenziata, in modo particolare ora che la pandemia ha aggravato pesantemente le condizioni di disagio e precarietà» ha sottolineato al termine della visita.
Reggi è stato anche nella falegnameria che la Caritas gestisce accanto al supermercato, i cui corsi formativi hanno subito una pausa a causa del covid ma sono prossimi all’avvio. «Si tratta di un’importante attività nell’ottica del recupero e del riuso di mobili ed oggetti vari e soprattutto di integrazione lavorativa dei soggetti più deboli. Meritevole di sostegno pure l’esperienza educativa svolta dalla cooperativa Kairos, da cui ho raccolto la necessità di ulteriori locali utilizzando per la pre-accoglienza anche il piano terra della palazzina accanto alla falegnameria».

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